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Regoliamoci!

Bene comune, bene prezioso: ciò che è di tutti è di ciascuno! Ribaltando l'adagio secondo cui "ciò che è di tutti non è di nessuno" Libera e MIUR propongono un percorso-concorso rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie. Iscrizioni entro il 19 dicembre 2011

E' indetto per il sesto anno consecutivo il concorso nazionale Regoliamoci! - proposto da Libera in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - rivolto agli studenti delle scuole primarie, delle scuole secondarie di primo e secondo grado (statali e non statali) e delle agenzie formative.
 
Bene comune, bene prezioso: ciò che è di tutti è di ciascuno! Ribaltando l'adagio secondo cui ciò che è di tutti non è di nessuno e dunque non è oggetto della cura e dell'attenzione della collettività, Libera e il MIUR propongono un percorso-concorso articolato su tre livelli differenti, accomunati dalla logica della salvaguardia del bene comune:

Per le scuole primarie: L'etica Libera la bellezza

Quando si parla di etica nella vita collettiva si pone l’accento sulla capacità di operare liberamente delle scelte orientate verso il vero, il giusto, il bello. In termini concreti la bellezza è quella che libera il paesaggio urbano dagli scempi che troppo spesso ci hanno abituato a sopportare, dai soprusi della criminalità e soprattutto dall’indifferenza.
La bellezza, il decoro degli ambienti in cui si vive e opera, possono rappresentare delle cellule di crescita della "presa in carico" del proprio contesto di riferimento, un legame che porta a difendere, a manutenere e a migliorare gli spazi. Dalla cura dei luoghi fin dalla tenera età, si può far sviluppare il sentimento di corresponsabilità.
Per questa ragione chiediamo agli studenti delle scuole primarie di portare la “bellezza” all’interno della loro scuola, decidendo di migliorare un aspetto particolare dell’arredo (interno o esterno) e dunque realizzando un progetto di miglioramento degli ambienti scolastici.

Per le scuole secondarie di primo grado: Segnal-etica di cittadinanza

Allargando il contesto di azione, dunque uscendo dal recinto della propria scuola per esplorare il quartiere in cui è inserita e i luoghi pubblici a essa vicini, proponiamo agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di lavorare per realizzare un percorso identificabile con una specifica cartellonistica.
Obiettivo del lavoro è far si che il quartiere nel quale è situata la scuola dei ragazzi sia identificato dalla comunità locale come un bene comune: un luogo di e per tutti, facilmente fruibile, dove ogni cittadino possa coglierne le potenzialità di utilizzo e sviluppo, conoscendo e interagendo nel modo migliore con il proprio territorio.
Ad esempio potrebbero comparire nel quartiere cartelloni capaci di evidenziare la ricaduta collettiva dei comportamenti individuali : “qui posso smaltire le pile e le batterie e contribuire al verde del mio quartiere” in prossimità dei cassonetti differenziati, oppure “non sporcare questo giardino, è l'unico posto che ho per giocare con i miei amici!” .
La segnal-etica potrebbe altresì indicare i luoghi della memoria delle vittime delle mafie (dove presenti) oppure ancora i luoghi della gestione della collettività (ad esempio nei pressi delle sedi degli uffici comunali, per spiegarne le funzioni). Potranno inoltre essere ideate mappe interattive per rendere interpretabile ed usufruibile il proprio quartiere.

Per le scuole secondarie di secondo grado: Corretti e non corrotti

Rivolgendoci agli studenti più grandi e dunque con maggiori strumenti a disposizione, proponiamo di lavorare sul tema della corruzione, come danno all'economia e dunque al bene comune. In Italia il fenomeno della corruzione nella pubblica amministrazione equivale a una tassa di 60 miliardi di euro. La stima è stata definita dalla Corte dei Conti. Analizzare oggi il fenomeno, cercando di individuare i tratti peculiari del nostro tempo, le connessioni con le organizzazioni criminali, i rapporti ambigui con la politica, ci serve a rileggere la storia repubblicana del nostro paese, a guardare con attenzione all'attualità, a sviluppare una coscienza critica, per essere cittadini attivi e onesti di domani. Corruzione significa diritti negati e si manifesta in tutto ciò che di brutto e di ingiusto c'è attorno a noi.
Il contrario della corruzione è rappresentato invece da trasparenza, partecipazione democratica e onestà nella gestione della cosa pubblica, ovvero dei beni che sono comuni perché appartengono a tutti i cittadini e non possono essere messi a profitto di pochi, ma devono essere posti al servizio della collettività, della bellezza, della qualità della vita. Agli studenti delle scuole superiori di secondo grado è chiesto di realizzare un gioco sul tema della corruzione, per portare i loro coetanei a riflettere su questi dati e dunque creare attenzione e massa critica sul fenomeno della corruzione.

NoteIscrizioni entro il 19 dicembre 2011
Proprietà dell'articolo
fonteLibera
creatomercoledì 23 novembre 2011
modificatomercoledì 23 novembre 2011