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Documentazioni & Dintorni

Cinque giornate per parlare di educazione. Ferrara, 7-11 aprile 2008

Secondo appuntamento con "Documentazioni e Dintorni", per ascoltare e parlare, raccontare e sentirsi raccontare un po' di cose sul lavoro con i bambini e sui modi possibili di metterlo in parole e in immagini.
 
L'iniziativa verrà ospitata quest'anno nella nuova sede dei tre Centri di Documentazione: Raccontinfanzia, Centro Servizi Consulenze e Unità di Documentazione GIFT, presso Casa B. Rossetti Via XX Settembre, 152- Ferrara.
 
 
All’appuntamento informativo e formativo organizzato da Raccontinfanzia, il CSC e GIFT partecipano sia come Spazi aperti di incontro sui temi e gli ambiti specifici di competenza intervento, sia con due interventi che esemplificano alcune delle direzioni di lavoro e di attività, sia come luoghi che ospitano rassegne di documentazione dei Servizi 0-6 della città e della Provincia.
 
IL SENSO
Eccoci ad un secondo appuntamento. Per ascoltare e parlare, raccontare e sentirsi raccontare un po’ di cose sul lavoro con i bambini e sui modi possibili di metterlo in parole e in immagini, affidandolo alla carta o ad un suo parente digitale più duttile e capace di armonizzare dispiegare una vasta gamma di combinazioni e intrecci linguistici.
 
Ma, come già è avvenuto lo scorso anno, non si parlerà solo di educazione e delle cose con le quali ci confrontiamo tutti i giorni. Anche questa volta sono previste incursioni nei dintorni, da dove ci giungono informazioni, sollecitazioni, con la loro carica narcotizzante e semplificatrice o, al contrario, con la loro dirompente forza spiazzante, che ci chiede e ci porta a chiederci in che mondo davvero viviamo. Una sorta di disco mobile dal quale vorremmo, sempre più spesso, poter scendere perché non ne controlliamo né la direzione, né la velocità, per trovare il modo di riassegnare un senso ai suoi movimenti, una ragione che lo faccia ravvedere, che lo riporti a modi di pensare meno utilitaristici e sbrigativi.
 
Ma continuare a parlare di mondo non rischiamo più o meno consapevolmente di chiamarci fuori pensando di poterlo lasciare al suo destino, di assistere tra cinismo e angoscia alla sua corsa verso un precipizio di cui intuiamo la forza distruttiva senza poterne neppure immaginare la profondità.
Come se davvero avesse senso credere che il mondo possa esistere senza di noi e noi senza di lui, che possiamo essere al mondo senza essere del e nel mondo.
Sono i bambini con i loro messaggi non sempre "ben educati” a portarci nei servizi i dintorni, quelli che si dilatano inevitabilmente al passato, un passato che ne è stato e continua ad essere elemento generativo e si protendono verso un futuro che non sembra poter garantire molto di più del domani prossimo, tacendo o balbettando confusi propositi per ciò che ci riserverà il posdomani.
 
I dintorni premono alle porte degli spazi riservati all’educazione, li invadono e li obbligano al movimento; un movimento per scansarli, per fuggirli, oppure per accoglierli e aprire con loro una negoziazione di idee e di azioni, per ricollocarci con il nostro lavoro educativo in nuovi centri prospettici piuttosto che esserne, smarriti e pavidi, trascinati a forza.
 
Ma ci sono anche dintorni che favoriscono la riconciliazione con noi stessi e con chi , per diverse e con diverse ragioni, ci è vicino: sono quelli dove possiamo trovare casa, sentirci a casa, in un modo che allora sentiamo di nuovo nostro. Possiamo, in questi dintorni, vivere in compagnia di rappresentazioni del mondo che almeno per un momento ne rivelano gli aspetti più rotondi, più avvolgenti, più tiepidi. Riescono a ridurre le distanze, ributtando indietro il freddo alito di una ragione sempre più smarrita, ma non per questo meno tracotante e le punte aggressive di gomiti che ciechi, si fanno strada senza guardare chi, che cosa, cade loro intorno e resta sul campo di una battaglia che si rivelerà perduta anche dai vincitori.
 
E’ difficile, mi verrebbe da dire è impossibile, per chi lavora in ambito educativo, fare a meno dell’utopia senza dichiarare forfait e smettere di giocare. L’utopia ha bisogno di disegnare futuri di luoghi immaginari, per avere una forma che la distingua da un sogno ad occhi aperti, ma ha anche bisogno di un luogo in cui possa esserle riconosciuto un diritto di cittadinanza, lontano dalla derisione o da un cinismo realistico orientato alla geometria delle passioni, delle vite e dei destini.
Il lavoro educativo, il suo racconto, i dintorni, la ricerca di spiegazioni da tenere sveglia e vigile perché il pensiero, in movimento, non ceda alla pigrizia e fissità del cristallo per quanto luminoso e prezioso possa apparire saranno l’oggetto di questo appuntamento.
 
LA PROPOSTA
“Squadra che vince non si cambia” dice un adagio sportivo che viene però utilizzato, per estensione, ad indicare le motivazioni per mantenere l’impostazione di fondo, di un approccio, di un’iniziativa, di un impianto organizzativo.
Documentazione e dintorni 2 riprende e conferma alcuni degli elementi che hanno caratterizzato la prima edizione:
  • la presentazione di documentazioni in supporto sia cartaceo che digitale di nidi e scuole dell’infanzia di Ferrara e Provincia;
  • proposte di informazione, riflessione e confronto su esperienze e temi di interesse educativo ma anche su aspetti della contemporaneità che riguardano, più in generale, possibili e diverse modalità di approccio e rappresentazione di aspetti della realtà culturale e sociale in cui siamo immersi;
  • brevi interventi - i 20 minuti con – più o meno orientati a proporci rapide incursioni in territori per noi non sempre familiari oppure modi diversi di interrogare le nostre familiarità e le nostre certezze.
  • Elemento di novità sarà invece rappresentato dall’organizzazione di tre luoghi per percorsi individuali o di conversazione in piccolo gruppo governata esclusivamente dal piacere di conoscere di più, scambiare impressioni, attivare o proseguire confronti: quello delle documentazioni che sono in attesa di parlare a chi darà loro l’opportunità di farlo:
  • quello della letteratura per l’infanzia che presenta ai bambini l’universo di culture incrociate di corsa nel volto di un compagno e di un genitore che lo accompagna, sulle quali si sono raccontate e si raccontano tante “favole”, non tutte uguali, affascinanti e, non tutte e non sempre, capaci di controllare l’insidia degli stereotipi e le fascinazioni dell’esotismo.
  • quello del self-service degli assaggi: nulla da mangiare ma un po’ di materiali, agili e senza pretese eccessive, su argomenti che non conosciamo, conosciamo poco, e nei quali può valere la pena di avventurarci, varcando appena la soglia, per decidere poi se e come proseguire il cammino, magari con qualche compagno di viaggio anche di carta. 
                                                                              
                                                             Piero Sacchetto

 

Dovec/o Casa Biagio Rossetti, Via XX Settembre, 152- Ferrara
Quandodal 7 all'11 aprile 2008
Proprietà dell'articolo
fonteLaura Lepore - Pubblica Istruzione - Comune di Ferrara
creatomercoledì 2 aprile 2008
modificatomercoledì 15 ottobre 2008