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Istruzione e formazione scientifico-tecnologica in Italia e in Emilia-Romagna
Nuove prospettive per i Licei scientifico-tecnologici e gli Istituti tecnici e Professionali industriali. Convegno regionale, Mirandola, Castello dei Pico, 21 novembre 2009
In che modo filosofia, letteratura, storia, scienza sociale concorrono con le scienze ad un unico obiettivo formativo, non come fredda sommatoria disciplinare, ma come percorso unitario di ogni alunno per il possesso dei linguaggi del sapere?
In che modo i grandi temi (ambiente, energia, salute demografia, futuro) e la densità culturale dell'esplosione tecnologica, della società dell'IT e della conoscenza, si ritrovano nell'itinerario dei saperi e l'apprendimento viene stimolato attraverso diversi approcci?
Qualunque soluzione, comunque non può ridurre il peso della scienza. Nè della lingua e letteratura italiana. Nè può rinunciare al cambiamento: il laboratorio, luogo educativo di esperienza e teoria coniugate insieme, ben lungi dall'essere piatta empiria ma neanche pura astrazione, per tanti non motivante: il laboratorio come luogo della conoscenza.
Gli studenti che frequentano oggi i Licei scientifici, gli Istituti tecnici industriali e gli Istituti professionali per l'industria e l'artigianato sono oltre 37% del totale nella regione Emilia-Romagna.
Se ci limitiamo alla Provincia di Modena il dato cresce al 47 %; ciò significa che quasi uno studente su due delle superiori si iscrive a questi istituti, dove l'acquisizione delle conoscenze tecnico-scientifiche da sempre favorisce e accompagna lo sviluppo economico-sociale delle comunità locali.
Giuseppe Pedrielli
Dirigente dell'I.S.S . "Gallilei" di Mirandola
| Quando | Archivio date |
|---|
| autore | Carla Farina |
|---|---|
| creato | giovedì 12 novembre 2009 |
| modificato | giovedì 12 novembre 2009 |

