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CIAK! SI LEGGE

Film da sfogliare, libri da vedere

I generi cinematografici hanno avuto contatti frequenti con quelli letterari: dalla fantascienza all’horror, dalla commedia al dramma: David J.Skal in The Monster Show. Storia e cultura dell’horror (ed. Baldini&Castoldi 1998) ci conduce attraverso sentieri di paure, incubi e mostri spesso disegnati sulle pagine di romanzi come il Frankenstein di Mary Shelley, che ha avuto numerose versioni cinematografiche, da quelle più filologicamente aderenti al testo originale ottocentesco al satirico Frankenstein junior  di Mel Brooks, con Gene Wilder e Marty Feldman, per non parlare di altri famosi personaggi letterari come il principe delle tenebre, il conte Dracula di Bram Stoker, per arrivare fino ai telefilm anni Cinquanta dedicati a La Famiglia Addams, antenata filmica di quei piccoli brividi macabri spesso segnati da sottili venature di humor nero che ne costituiscono uno dei punti di maggior fascino.

 

Dalla serie infatti, che ha avuto come protagonista fra gli altri Christina Ricci (la ragazzina di Casper il fantasma) nella parte di Mercoledì, la sorellina di Pugsley, è stato tratto sia un film dal medesimo titolo, la Famiglia Addams, con Anjelica Houston nella parte di Morticia, sia un cartone animato ad episodi, dove prevale il lato umoristico della storia.

Tra horror e fantascienza il confine è incerto, e subisce spostamenti frequenti: per esempio La mosca  a quale dei due generi appartiene?

Nel suo libro, Skal traccia una storia del genere che si articola su alcune grandi paure, tipicamente U.S.A., retrostanti e storicamente determinate: la sindrome dell’accerchiamento che ha ricadute sul piano letterario, e quindi cinematografico, nella caccia alle streghe e nel terrore delle invasioni, e dunque dell’alieno visto come Nemico; le drastiche mutazioni ambientali con la conseguente comparsa di virus invincibili e di insetti micidiali, le guerre, la clonazione. Il grande cinema di fantascienza da “2001” al 2001, di Roberto Chiavini, Gian Filippo Pizzo e Michele Tetro (ed. Gremese 2001), pubblicato non a caso proprio nell’anno che celebra la ricorrenza dell’omonimo film di Stanley Kubrick, derivazione dal romanzo scritto dal regista con Arthur Clarke (ed. TEA 1998), analizza le tendenze contemporanee della SF cinematografica, evidenziando fra l’altro la nascita di filoni nuovi come ad esempio il fantahorror raccontato dalla serie di film imperniati su Sigourney Weaver che impersona Ripley, protagonista del ciclo di Alien, ed il cyberpunk che ha in Blade Runner, tratto dal libro di Philip K. Dick (ed. Fanucci 1998) ed in Matrix e nei suoi effetti speciali, molto vicini ai videogames, due modelli significativi. Neuromante di William Gibson (ed. Nord 1999) è per l’appunto uno dei libri chiave del cyberpunk ed il titolo originale, Neuromancer, è un interessante intarsio di parole che rivela aspetti emblematici del filone d’appartenenza: il gioco è infatti fra neu (prefisso di neuro) che si pronuncia come new= nuovo, e romancer, da romance, con la sillaba ro in comune che crea l’ambivalenza di senso.

 

E in Italia? Un capitolo di Storia e storie del cinema popolare italiano di Stefano Della Casa (ed. la Stampa 2001) è dedicato a Mostri, donne assassine, volti macabri, orribili segreti: qui non c’è stato un culto dell’horror simile a quello della tradizione anglosassone, ma qualche pellicola autoctona la si può rintracciare, anche se gli effetti speciali sono ottenuti in modo insolito a causa dei budget bassissimi consentiti a quei tempi e per un genere considerato minore: per esempio in Caltiki mostro immortale di Riccardo Freda, regista di I vampiri, primo film dell’orrore italiano girato nel 1957, il mostro in questione era rappresentato da un paio di chili di trippa ripresa in primissimo piano, con risultati davvero sorprendenti quanto a mostruosità.

 

E concludiamo con un quiz tratto dal verso di copertina di Ciak si gioca. 1000 quiz di storia del cinema di Adriano De Carlo e Gianni Pulvirenti (ed. Sperling&Kupfer 1992: tema, il cinema western: “ecco l’elenco dei magnifici sette, meno uno: Yul Brinner, Steve McQueen, Horst Bucholz, Charles Bronson, James Coburn, Robert Vaughn. Chi interpretava il settimo?”. E, si potrebbe aggiungere, chi è ancora vivente fra questi grandi attori? Qual è quello che è scomparso di recente? Era marito di un’altra famosa attrice, anch’essa mancata anni fa: chi? E quali altri film western ha interpretato quest’attore? Giocare per credere.

 

Ringrazio le ragazze dello Scaffale aperto della Biblioteca comunale Passerini Landi di Piacenza  che hanno realizzato la vetrina tematica “Ciak si legge!” dandomi così lo spunto per quest’articolo.

Immagini

Proprietà dell'articolo
autoreMaria Elena Roffi
creatovenerdì 19 settembre 2003
modificatovenerdì 19 settembre 2003