Vai all'homepage Vai alla pagina contatti Vai alla pagina della mappa del sito Vai alla pagina del motore di ricerca interna al sito Vai alla pagina della guida e dichiarazione di accessibilità Vai all'inizio della pagina

Vai all'inizio della pagina

Uno come me con una classe come voi!

Il blog come un lavoro a più mani: quelle del Professore e quelle dei suoi studenti

“La prima parte della storia spetta a  me, la seconda a voi…
Anche questo commento ho trovato tra i tanti non firmati e pur essendo l’accordo tra noi – insegnante e alunni- che tutti gli inserti anonimi saranno rimossi, questo l’ho lasciato.. nasconde un messaggio. Potrebbe voler dire: bravo professore tu ti prendi la parte migliore, scrivi la pagina e poi vuoi che gli altri commentino continuando la tua storia.Quindi poteva essere un  rimbrotto al professore accademico che si spara la posa!
 
Fosse così sarebbe il contrario della nostra premessa al Blog, quella della comunicazione circolare: Se il prof accende un fuoco, dalla postazione degli alunni se ne accende un altro!
 
Questa scommessa è stata vinta, perché è con questo Blog Diritto&Rovescio che a settembre del 2005 ci siamo candidati alle Giornate di formazione in Parlamento: siamo entrati tra i 40, due scuole per Regione selezionate dalle Sovraintendenze scolastiche regionali e siamo rimasti tra i 20 selezionati per la visita che si svolge secondo il programma della Camera in due giorni.

 
Prima giornata: accoglienza,presentazione del sito della Camera e ricerca tra le Banche dati della Biblioteca della Camera; seconda giornata: incontro con la delegazione dei parlamentari del proprio territorio; discussione in sede di commissione parlamentare di un progetto di legge con il presidente della Commissione parlamentare ( nel nostro caso essendo un progetto relativo alla mobilità dovrebbe essere quella della Commissione Trasporti); Buffet in Transatlantico,quello di Montecitorio, e pranzo al ristorante della Camera con vista sul Pantheon. Passaggio in aula per assistere a una riunione plenaria dalla Tribuna.
 
 
Ci siamo dati come obiettivo di sperimentare il “Metodo democratico“ e la prima realizzazione è stata quella di promuovere le pari opportunità: insegnanti e alunni comprimari nella pubblicazione delle pagine didattiche.
Questa scelta è evidenziata , quest’anno, dall’aggiunta ai post delle categorie. Accanto alle pagine dell’insegnante ci sono quelle degli alunni raccolte per categorie: l’impronta ecologica, Scriviamo la storia, Ambiente, Metodo democratico. Insomma la democrazia non è quella del prof che da solo fa la maggioranza!

La strategia del Blog era quella di partire dalla individuazione di problemi  o fenomeni sociali e chiederci quale soluzione possibile, alla nostra portata! E  allora era una scelta collettiva da fare secondo il principio di maggioranza. Quando le decisioni si complicano perché non è chiaro Chi deve prendere le decisioni o con Chi e allora si passa alle scelte politiche:le decisioni le prendono i rappresentanti che noi ci siamo dati, con i quali dobbiamo confrontarci e fare pressing o lobby. Insomma cominciano gli esercizi di democrazia o le cosiddette pratiche di partecipazione, anche queste sperimentate e descritte nel Blog. Una di queste pratiche è stato l’inquinamento acustico attorno alla nostra scuola, presentata in Consiglio comunale, quello allargato alle rappresentanze giovanili.

Il metodo, la procedura? Quella indicata nel progetto. Individuato il problema (Clima, OGM, fumo, mobilità sostenibile) se ne discute nei gruppi. Il professore dà le indicazioni per la ricerca in Internet e la lezione si sposta dall’aula al laboratorio. Si torna in classe a discutere nei gruppi, si passa alla scaletta e individuate le soluzioni si prepara il cartellone e un testo su floppy destinato al Blog, meglio se accompagnato da immagini.

Le soluzioni? Tante: quella della collettività ovvero la nostra, quella del Mercato, quella dello Stato con le sue leggi.  Le soluzioni si passano al vaglio delle votazioni sul cartellone o sul Blog. L’anno scorso c’erano due bollini a disposizione, quest’anno si votava con motivazione sul Blog. La più interessante di queste pratiche di democrazia è stata la scelta della copertina da dare al CD “ Speciale Globalizzazione Barozzi” prodotto con licenza di Scuolaer. Sul Blog sono state pubblicate le copertine e le classi hanno votato, quelle coinvolte nel progetto Globalizzazione. Alla conta dei voti è risultata vincente la copertina politica, quella più ideologizzata: la mano del WTO che ghermisce la preda del Globo. I ragazzi non hanno scelto la copertina più scontata: un pallone e l’esercizio virtuale del dribbling!

Il problema affrontato nell’ultimo quadrimestre è stato la mobilità sostenibile: i titoli sono sul Blog e vanno dall’ecoturismo, alla ciclabilità, alle politiche di sicurezza del mezzo fino alla presuntuosa proposta di legge di “ tutela di un bene mobile esposto alla pubblica fede ( la bici)”.  Come fosse un’opera d’arte che tutti devono ammirare senza toccare (sottraendola al legittimo proprietario!). Con questa proposta che raccoglie il meglio trovato su tutti i siti di Amici della bicicletta, gli alunni, il prossimo anno, magari dispersi in classi di diverso indirizzo Mercurio e Igea, discuteranno in Commissione parlamentare a Roma: dal Consiglio comunale di Modena alla Camera, a Roma!

Il Blog è servito anche a questo! Andranno a vedere con i propri occhi quello che hanno studiato sui libri e discusso nei gruppi di lavoro.

Ma soprattutto è servito a essere creativi, cosa che probabilmente non gli accadrà di fare o essere il prossimo anno: la scuola ha le sue esigenze e tra queste la sua ripetitività e prevedibilità che uccide la fantasia e la creatività. Lo diceva uno che ha scritto La testa ben fatta.

Ma soprattutto i miei alunni hanno imparato a conoscere l’ipocrisia dei grandi, l’arte di rendere le cose compatibili! Tra la legge del dire c’è la distanza del fare! Dopo due consigli comunali i miei alunni, chiamati a fare esercizi di democrazia, aspettano l’asfalto fonoassorbente sul viale Monte Cosika sul quale danno le loro aule durante le lezioni! Aspettano la risposta dei politici! La scelta è politica! Bene, voglio dire ai politici che non si possono chiamare i giovani a partecipare se poi le loro proposte non vengono prese in considerazione. Se partecipare è fare con, si consolida nei ragazzi la convinzione che la vita quotidiana delle cose da fare e delle persone che le devono fare non hanno niente a che fare con la politica, tenendoli lontani da essa.

Chi partecipa vuole il risultato per essere motivato a partecipare ancora.( G. A.)
 
 
Giuseppe Alibrandi



AutoreIl Prof. Giuseppe Alibrandi insegna all'Istituto Tecnico Commerciale Statale "J.Barozzi" a Modena
Proprietà dell'articolo
fonteGiuseppe Alibrandi
creatomercoledì 7 giugno 2006
modificatogiovedì 16 ottobre 2008