UN MARE DI LUNE - Disegni, pensieri e stampe a Gatteo

Mostra di Disegni di Gianfranco Zavalloni, con Parole di Fabio Molari e Tele Stampate da Riccardo della Bottega Pascucci di Gambettola. A Gatteo, dal 1 al 10 agosto 2008.

E’ con immenso piacere che scrivo queste righe per la presentazione dei lavori di Gianfranco Zavalloni anche se è impossibile parlare della sua grafica senza raccontare dell’uomo, della sua storia, dei suoi innumerevoli impegni sociali e civili, della sua coerenza.

Mi ricordo Gianfranco, detto Pippi, verso la fine degli anni ’70, che girava per le vie di Cesena con una bici un po’ particolare, di quelle su cui si va praticamente distesi, quasi a voler gridare che è ora di smetterla di andare sempre in auto, che c’è bisogno di prendere coscienza, che ci sono dei problemi di inquinamento, che la terra sta soffrendo. E lui, facendosi manifesto vivente, portava se stesso per le vie della città a dichiarare silenziosamente tali esigenze.

Mi sembrava così strano che un ragazzo con la maturità scientifica e poi laureato alla facoltà di Economia e Commercio a Bologna prendesse anche la maturità magistrale.
Mi sbagliavo.
Gianfranco con coraggio e determinazione perseguiva la propria vocazione di educatore a tutto tondo.

Molti anni dopo l’ho rincontrato, nella veste di dirigente scolastico della scuola media di Gatteo, e qui, in punta di piedi, ma con serena determinazione, ha cominciato a modificare piccole cose fino a lasciare una cospicua eredità. Fedele alla linea di Don Milani è sempre stato dalla parte degli alunni, convinto e certo che il sapere non è solo dei figli di papà.

Gianfranco è uomo eclettico: saggista, illustratore, innamorato del teatro dei burattini, del volontariato e dell’impegno civile, contrario ad ogni tipo di violenza, sostenitore ad oltranza di una cultura ecologica diffusa, costruttore di antichi giocattoli e amante delle case sugli alberi. Sognatore capace di trasformare i desideri in realtà, produce stupende poesie visive fatte di leggerezza e spontaneità.

E’ universo magico fatto di fiori, alberi, foglie; case dai tetti aguzzi e dai muri storti che barcollando si dondolano al chiaro di luna; biciclette, navi, treni sembrano procedere per indicare la direzione.
Piccoli mondi guarniti di forme giocose irrompono caduti da stelle lontane.
Forme organiche dall’improbabile profilo scandiscono il ritmo delle stagioni, campanili segnano con la loro verticalità il territorio. Banderuole a forma di galletto, al sommo di buffe coperture, indicano la direzione del vento, e quindi, per chi sa leggere i segni della natura, del tempo che farà.

Icone, simboli di un mondo sognato, segni giocosi, prodotti di una mano felice, soggetti apparentemente banali, riferiscono aspetti profondi dell’esistenza. Parlano della terra, del mare, della casa quale luogo intimo, rifugio, nido non solo del corpo ma anche dell’anima, dei ricordi più antichi.

Con una vecchia bici Gianfranco ci accompagna in un magnifico viaggio. Attraversando terre segrete si oltrepassano boschi, si trascorrono notti in compagnia di piccole foglie aspettando l’arrivo del sole; si raggiunge il mare dove si scorgono navi lontane “Il varco è qui?” . E poi ancora per valli e colline si incontrano piccoli borghi, prati fioriti, segni di un mondo rurale da tempo scomparso e poi ancora notti e giorni, estati e inverni. Il lento trascorrere del tempo scandito dall’alternanza del sole e della luna; il vento che alza il giocoso aquilone che dall’alto rileva l’inutile corsa di un’umanità ormai consumata dall’ansia.

Alfabeto di configurazioni, segni e forme, capaci di evocare profonde emozioni, di far riaffiorare storie e momenti antichi, che tutti possiedono, sepolti da uno strato di polveri e cocci. Materiali rimossi, depositati in quell’inconscio che tanto comanda.
E’ racconto di ritmi dell’uomo travolti da tempi voraci, è racconto di semplici cose sostituite da atroci feticci.
Nuova resistenza giocosa e leggera che indica strade alternative a falsi bisogni di occulti persuasori.
Universo di segni che si liberano dall’oppressione di una pseudo cultura che troppe volte ha prodotto guasti, guerre, morte e distruzione.
Duplice valenza, duplice lettura: da un lato dimensione ludica, giocosa, leggera, dall’altro indagine profonda e consapevole, ricerca di identità, di riferimenti sicuri.

Potenziale rivoluzionario del Vangelo
“Se non diventerete come bambini, non entrerete…”. Questa sembra essere la costante che ha caratterizzato la linea di condotta di Gianfranco nella vita e nell’espressione artistica. Non bambineschi, dunque, ma “bambini consapevoli” che dopo essere diventati adulti, dopo aver guadagnato l’appellativo di “grandi” sanno rimettersi in viaggio per ritornare fanciulli e riconquistare quel modo semplice, fresco e immediato di affrontare la vita.
Viaggio difficile e arduo che solo pochi riescono a perseguire. Molti i caduti lungo questo percorso. Lusinghe, invidia, arroganza, superbia, indifferenza mietono vittime su questo sentiero.

Il lavoro di Gianfranco consola e lenisce, ci indica in modo discreto quali sono i segni che rassicurano il viandante sulla strada della vita, i punti di riferimento che indicano la direzione e strutturano lo spazio interiore come stelle polari che ci orientano nell’indeterminatezza dell’esistente.                    

Paolo Degli Angeli
QuandoDal 1 al 10 agosto 2008
Inaugurazione della Mostra
venerdì 1 agosto alle ore 20
al Palazzo del Turismo di Gatteo Mare
Durante l'inaugurazione verrà presentato il libro
UN MARE DI LUNE

La mostra resterà aperta tutte sere alle 20 alle 23, dal 1 al 10 agosto.
Proprietà dell'articolo
fonte:Gianfranco Zavalloni
creato:giovedì 31 luglio 2008
modificato:mercoledì 15 ottobre 2008