Contrasto alla dispersione e promozione del successo formativo: buone pratiche in Emilia-Romagna

I dati sull’abbandono e la dispersione scolastica indicano una situazione in Emilia-Romagna migliore della media nazionale, circa il 6 per cento dell’intera popolazione scolastica nella fascia d’età più a rischio, quella tra i 14 e i 17 anni, a fronte di un dato nazionale che si stima intorno al 20-22%. Tuttavia il fenomeno rimane presente, così come preoccupa l’aumento seppur lieve del numero dei bocciati e dei promossi con debiti formativi, che negli ordini di scuola della secondaria superiore supera il 30%, con punte fino al 50% nei primi e secondi anni degli istituti professionali.

Il tema dei progetti per la lotta alla dispersione scolastica in Emilia-Romagna è stato oggetto di una ricerca promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna e realizzata dall’Università di Bologna, Dipartimento di Sociologia. La ricerca, effettuata su tutto il territorio della Regione, affronta il tema dal punto di vista qualitativo, ed è mirata ad un'analisi di progetti significativi nella prevenzione della dispersione e nella promozione del successo formativo che possano essere definite ‘buone pratiche’.

A Piacenza la Provincia ha promosso un patto contro la dispersione scolastica per ridurre ulteriormente una situazione di disagio in collaborazione con tutte le realtà interessate al problema: Centro Servizi Amministrativi, sindacati della scuola, centri territoriali permanenti, istituzioni scolastiche di primo e secondo grado e centri di formazione professionale selezionati per l’obbligo formativo. Il progetto è articolato su più moduli: quello che prepara il ragazzo della media ad entrare nel livello scolastico superiore; quello che punta a renderlo autonomo; la verifica dei risultati; la prevenzione dell’insuccesso; il riorientamento; l’accompagnamento all’alternanza scuola-lavoro; i laboratori di accoglienza e orientamento per gli studenti non italiani con difficoltà di integrazione. E’ un piano che per essere efficace deve coinvolgere i ragazzi dell’ultimo anno delle medie e del primo anno delle superiori.

In provincia di Parma è stato sottoscritto un patto dagli attori educativi e istituzionali del territorio che hanno dato vita ad una rete ampia e partecipata alla quale hanno aderito 44 Comuni, 32 scuole, i centri territoriali permanenti, gli enti di formazione, l'Ufficio scolastico provinciale, l'Ausl, l'Università di Parma, la Provincia di Parma.

Nel corso dell'ultimo quinquennio la provincia ha investito in questo ambito 11 milioni di euro attraverso il Fse ed ha portato alla realizzazione di un accordo orientato sui giovani dai 14 ai 18 anni. Con la sottoscrizione i soggetti si sono impegnati a realizzare, ciascuno per la propria parte, un progetto volto ad affrontare una delle criticità sommerse della scuola di oggi, basti pensare che ogni anno a Parma non frequentano la scuola superiore oltre 1500 ragazzi e ragazze fra i 14 e i 18 anni; per ognuno di loro è necessario offrire percorsi alternativi che consentono comunque di proseguire un percorso di apprendimento. Intento di fondo dell'accordo è quello di combattere con successo il fenomeno degli abbandoni, individuando le situazioni a rischio e procedendo alla costruzione di progetti personalizzati per mantenere i ragazzi all'interno del sistema dell'istruzione e della formazione. Numerosi gli "obiettivi operativi" del patto: individuare i ragazzi in situazione di abbandono e a rischio di abbandono scolastico/formativo; costruire con il giovane e la sua famiglia un piano di azione individuale che accompagni e sostenga con efficacia il ragazzo; individuare possibili percorsi alternativi più vicini alle motivazioni e alle attitudini di ogni singolo ragazzo attraverso la ricognizione degli strumenti antidispersione a disposizione; favorire i passaggi tra i vari sistemi sia in ingresso, con i riconoscimenti di crediti, sia in uscita con la certificazione delle competenze; svolgere un continuo e attento monitoraggio delle situazioni rilevate come "a rischio"; porre particolare attenzione ai problemi orientativi delle classi prime e seconde superiori; accompagnare i ragazzi dispersi o a rischio di dispersione nell'attuazione del percorso formativo scelto attraverso un'attività di tutoraggio.

 

A Reggio Emilia si sta cercando di combattere l'abbandono ed il rischio di dipersione favorendo accordi fra mondo scolastico ed imprenditoriale. La Provincia ha sostenuto il successo formativo dei giovani reggiani attraverso elementi innovativi quali la rete di tutte le scuole superiori, il dialogo tra diversi sistemi (scuola, formazione, lavoro) ed il consolidamento di buone prassi (ad esempio il progetto per il successo scolastico e formativo degli adolescenti "Icaro ma non troppo", che ha ottenuto anche un riconoscimento a livello nazionale).
Le iniziative - che coinvolgono circa 60 studenti di scuole medie inferiori e superiori e vengono realizzate attraverso la collaborazione tra scuole, enti di formazione e servizi pubblici - mirano a superare diverse problemiche che possono ostacolare il successo scolastico e formativo degli studenti. E' previsto in particolare l'accompagnamento dei ragazzi a forte rischio di dispersione scolastica nel passaggio ad altri istituti scolastici o sistemi formativi, come i corsi di formazione professionale.

 

La rete delle scuole medie di Modena attua da alcuni anni il progetto ''Per una scuola che sa accogliere: interventi di prevenzione contro il disagio e la dispersione scolastica''. L'azione in corso è intitolata “Cittadini si diventa” e fra gli interventi offre laboratori pomeridiani e facoltativi per tutti gli alunni gestiti da genitori e da esperti, attività di accoglienza realizzata in modo continuato nei primi mesi e momenti di accoglienza durante l’anno volti ad evitare l’instaurarsi di dinamiche di emarginazione, azioni per facilitare la conoscenza reciproca e la valorizzazione delle diversità, momenti di formazione e di confronto per i genitori su temi educativi e sulla collaborazione tra la scuola e la famiglia.

A Ferrara i progetti Mistral e Pass varati negli scorsi anni per la prevenzione della dispersione scolastica sono stati integrati quest'anno da azioni di sostegno contro il bullismo. In particolare  le iniziative consolidate prevedono la presenza di uno psicologo a scuola, formazione e supervisione per i docenti, uno sportello di consulenza per i genitori e inteventi nelle classi difficili.

A Ravenna la Provincia, in accordo con il CSA, gestisce l'Anagrafe degli Studenti che rientrano nel diritto-dovere di istruzione e formazione professionale, di età compresa fra i 14 e i 17 anni, individuando con precisione i percorsi scolastici ed extra-scolastici dei ragazzi.L'anagrafe incrocia quattro banche dati (Scuola, Formazione Professionale, Apprendistato, Anagrafe sanitaria) e consente alla Provincia e alla Regione Emilia-Romagna di intervenire sul fenomeno della dispersione scolastica, attraverso azioni mirate di supporto e orientamento. La Provincia ha promosso anche il Progetto META, che vuole mettere in campo ogni azione che possa contenere la dispersione scolastica e supportare gli studenti a conseguire il successo formativo.

A Forlì l'istituto tecnico commerciale Matteucci attiva percorsi didattici nelle classi prime e seconde per facilitare la conoscenza di sé e nelle proprie attitudini, per favorire la motivazione allo studio, per rendere lo studente soggetto attivo dell’orientamento in relazione all’obiettivo della costruzione del proprio progetto di vita. Il ruolo svolto dal docente utilizzato “su progetto” per le classi prime e seconde è principalmente quello di “tutor della transizione”. Il progetto Successo scolastico mette a disposizione uno spazio polifunzionale, allo scopo di rendere gli allievi più partecipi delle attività della scuola (es. progetto educazione salute, sicurezza a scuola, sportello psicologico, ecc.) all’interno del quale esprimere la propria creatività.

Il sostegno al successo scolastico inizia dalla scuola primaria a Ferrara, dove il circolo didattico Don Milani attiva progetti e iniziative per favorire il diritto allo studio, il successo scolastico e costruire una cultura di integrazione. Con il "Progetto Ricerca-Azione difficoltà d'apprendimento e disagio", in particolare, vengono affrontate problematiche relative a dislessia, disgrafia, discalculia, in stretta collaborazione con le Asl di riferimento.
Con "Progetto Intercultura" vengono svolte attività per l'integrazione degli alunni stranieri, mentre il “Progetto integrazione alunni diversamente abili” è pensato per l’integrazione degli alunni portatori di handicap.

 

A Rimini è stato varato il progetto Come cerchi nell'acqua, che coinvolge tutte le scuole di tutti gli ordini scolastici del territorio. L'iniziativa è stata elaborata all'interno dei Piani di Zona per il settore pedagogico, per potenziare la lotta contro la dispersione scolastica e la promozione dell'integrazione degli alunni. Obiettivo è garantire il successo formativo di ciascun alunno in una prospettiva di valorizzazione delle differenze e degli stili di apprendimento, creando un contesto facilitante, affinché tutti gli alunni possano vivere l’esperienza scolastica in termini gratificanti, sviluppare le proprie capacità e ridurre quegli svantaggi che, nel tempo, possono determinare scarsa motivazione ad apprendere.

Per il raggiungimento di tale obiettivo è stato attivato un progetto di recupero per gli alunni in difficoltà.

A Cesenatico è nato il progetto Rete, scaturito dall'esigenza di realizzare un'alleanza e integrazione tra le agenzie che storicamente hanno assunto una funzione intenzionalmente formativa. L'iniziativa coinvolge la famiglia, la scuola, gli enti locali, l'azienda U.S.L. e il volontariato per promuovere in modo unitario interventi ed azioni finalizzate alla prevenzione del disagio giovanile e della dispersione scolastica, nel rispetto delle specifiche competenze di ciascuno.
 
 
Proprietà dell'articolo
fonte
creatomercoledì 30 maggio 2007
modificatomartedì 18 novembre 2008