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Col fiato sospeso: il racconto giallo
“Innanzi tutto dovrei decidere chi sono. Forse il cadavere del lord disteso sul pavimento della biblioteca con una pallottola in corpo, proprio all’altezza del cuore. Ben si comprende però come da una tale punto di vista, a meno di non ricorrere a ipotesi indimostrabili circa la sopravvivenza dell’anima, mi rimarrebbe assai poco da raccontare. Potrei essere invece l’assassino che a cauti passi abbandona non visto la scena del delitto, ma in questo caso, è evidente, incorrerei nell’inconveniente opposto e avrei non già poco, ma troppo da dire, e troppo presto. Chi, allora? Il tenace investigatore che va pian piano dipanando la matassa intricata, l’uno o l’altro dei testimoni di volta in volta sospettati e prosciolti?”
Paola Capriolo incomincia così il suo racconto intitolato Il Dio narrante (in: Italiana. Antologia dei nuovi narratori, ed. A.Mondadori 1996): ed è il modo giusto per iniziare un breve excursus sul racconto giallo nella narrativa italiana e non solo. L’idea sviluppata dall’autrice si basa sulla presenza di un “dio dallo sguardo appannato”, un dio imperfetto, curioso ed impaziente, capriccioso e confusionario, un dio un po’ miope che non riesce a vedere bene le proprie creature e ciò che loro capita, delitti compresi. Un dio narrante insomma, che come tutti gli dèi è un pessimo narratore.
Ed allora cerchiamoli noi nei racconti, i protagonisti di una trama gialla, ed incominciamo con un investigatore molto noto, anzi, un commissario: il Montalbano di Andrea Camilleri, che ne La prova generale (in: Gli arancini di Montalbano, ed. A.Mondadori 1999) s’imbatte in una vicenda dai molteplici aspetti sinistri, che tuttavia del delitto ha solo le movenze, mentre in realtà si tratta di un copione messo in scena appunto come “prova generale” della propria morte dai due protagonisti, un’anziana coppia di coniugi che recitano entrambi, prima l’una poi l’altro, la propria morte per esservi preparati, nella speranza di poter morire insieme ma rassegnati all’eventualità opposto, molto più probabile: “La grazia sarebbe di morire assieme, nello stesso momento - disse lei – Ma è difficile che ci venga concessa.” E invece sarà proprio ciò che accadrà, otto mesi più tardi.
Per restare in Italia trasferiamoci su Una strada giallo sangue: venti secoli di delitti lungo la Via Emilia, (ed. Diabasis 1999) raccolta di racconti scritti da Danila Comastri Montanari secondo un criterio cronologico ed interamente collocati lungo la via che attraversa la regione Emilia-Romagna: per esempio in Una faida dell’anno Mille ci troviamo proiettati nelle campagne intorno a Correggio nell’anno 923, dove, avendo questa volta un’autentica scena del delitto con il cadavere d’obbligo, ha luogo un’indagine dal taglio straordinariamente moderno, con tutti i crismi della suspence, per quanto alto-medievale essa sia.
Una trama altrettanto semplice ma molto macabra – per usare le parole del suo autore, H.P. Lovecraft, è quella de I gatti di Ulthar, dove i felini vendicano l’uccisione di un loro simile applicando l’umana legge del taglione in maniera adeguata alla loro razza, vale a dire sbranando i responsabili (ma tutto questo Lovecraft non lo descrive esplicitamente, limitandosi a suggerirlo attraverso un magistrale crescendo di suspence).
E concludiamo con il brevissimo, tagliente “Saluti dalle sorelle” di Sabine Deitmer, (in Ciao maschio: quindici omicidi in rosa, ed. Salani 1999): articolato su cinque lettere scritte fra il maggio ed il giugno 1988, è un vero e proprio corso d’assassinio per corrispondenza, con sorpresa finale.
| Per approfondire | Saggistica sul genere. Le collocazioni sono quelle dei testi che si trovano alla Biblioteca Comunale Passerini-Landi di Piacenza, dove possono essere presi in prestito anche tramite il servizio interbibliotecario di prestito: Il giallo e il nero: scrivere suspense / Laura Grimaldi. Come si scrive un giallo: teoria e pratica della suspense / Patricia Highsmith Le figure del delitto: il libro poliziesco in Italia dalle origini a oggi / a cura di Renzo Cremante |
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| autore | Maria Elena Roffi |
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| creato | giovedì 27 gennaio 2005 |
| modificato | giovedì 27 gennaio 2005 |
