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Il gusto dei libri - Cibo e tavola nella narrativa 1

Affrontando il tema del cibo nelle pagine dei libri occorre partire subito con una distinzione: da un lato abbiamo infatti il cibo come nutrimento vero e proprio, nelle sue varie accezioni e sfumature (per esempio, il Paese di Cuccagna e tutta la simbologia correlata alle tavole imbandite) mentre dall’altro si collocano i valori simbolici del cibo, preso come elemento individuale che isola un contenuto a sé, come, ed è il caso più tipico, la mela di Biancaneve.

E proprio dalle fiabe inizia il cammino (cammina, cammina…) attraverso le storie ed il loro rapporto con il cibo: ascoltiamo Hans Christian Andersen ed il suo racconto Brodo di stecchino (in: Fiabe – ed. Einaudi 1992) dove, nel corso di un ricco banchetto alla corte del re dei topi, il sovrano promette che sarebbe diventata regina colei che avesse potuto produrre, nel giro di un anno e un giorno, la ricetta del titolo che allude, com’è facile intuire, ad una tavola povera e a una cucina in grado di ottenere qualcosa anche dal nulla; quattro sono le topoline che decidono di cimentarsi nell’impresa, ed ecco un piccolo saggio del resoconto fatto dalla seconda, che è nata nella biblioteca di un castello:
a casa, in biblioteca, mangiai subito un intero romanzo, cioè la parte molle di esso, quella vera, lasciando invece da parte la crosta, cioè la rilegatura. Quando lo ebbi digerito, e ne ebbi mandato giù anche un altro, sentii rimescolarmi tutta dentro; mangiai allora un pezzetto di un terzo romanzo, e così fui poeta [om.] Allora pensai a tutte le storie che si sarebbero potute ricollegare a uno stecchino, e mi vennero in mente tanti stecchini, bastoni e bastoncini.
 
Daniela Messi in La cucina di Andersen (ed. Il Leone verde 2005) mette in luce il legame fra la frugalità delle fiabe anderseniane e la biografia dell’autore danese, che si trovò effettivamente a patire la fame da giovane: perciò, quando si festeggia nelle Fiabe ci si siede a tavola, anche se si tratta pur sempre di una tavola dove regna l’austerità;
un altro aspetto importante che Messi sottolinea è collegato al valore spirituale delle pietanze: tutto in Andersen vive ed è per giunta dotato di una spiccata personalità: vegetali come il cardo de
Le vicende del cardo”, la pianticella di lino de “Il lino”, i piselli di “Cinque in un baccello”, il cetriolo de “Il gallo del tetto e il gallo del pollaio”, oppure stoviglie come la teiera de “La teiera”, e d’altro lato anche esseri fatati come folletti ed elfi sono ben presenti in cucina, proprio come gli animali domestici: ecco come apostrofa il gatto di casa il folletto protagonista de Il folletto e la signora:

“Ho aperto la porta delle dispensa – disse il folletto – c’è della panna bollita, densa come pappa di farina. Se non vuoi leccare tu, lecco io.” 
 
Così ha sembianze familiari e rassicuranti anche il folletto che coabita con il droghiere ne Il folletto del droghiere:
 
Il folletto se lo teneva buono, perché la vigilia di Natale gli preparava sempre una scodella di riso al latte con dentro un bel pezzetto di burro”.
 
Ma cosa succede quando sono le fate stesse a mettersi ai fornelli? Ne parla Roberto Carretta ne La cucina delle fiabe (ed. Il Leone Verde 2002):
se da un lato i cibi, ed in particolare i frutti, nelle fiabe e nelle tradizioni popolari in genere hanno spesso un valore magico finalizzato al raggiungimento di un obiettivo, (ricchezza, amore, fama, fertilità) non di rado attraverso l’eliminazione di ostacoli in sequenza, dall’altro esistono concreti esempi giunti sino ad oggi di ricette provenienti dal mondo degli esseri magici, come i biscotti di burro e zucchero della fata Melusina, chiamati Madri Lusine, che si preparano il lunedì successivo la Pentecoste alla fiera della Font-de-Ce, nei pressi di Lusignan, o il pranzo prelibato allestito da esseri invisibili alla protagonista della fiaba veneziana Il nonno che non si vede: non solo cibi fantastici, dunque, ma anche dell’ottimo “pane, riso, due bottiglie di vino, un bel pollastro” ed il mattino dopo “un vassoio con un bel caffè fumante”. 
Per continuare a leggerealtre ricette, altri insegnamenti. Le collocazioni sono quelle dei testi che si trovano alla Biblioteca Comunale Passerini-Landi di Piacenza, dove possono essere presi in prestito anche tramite il servizio interbibliotecario di prestito: tel.0523-492409; info. 0523-492410; Sala a Scaffali Aperti 0523-492412; Sezione Didattica 0523-492404; www.biblioteche.piacenza.it

- Cibo / Helena Janeczek
Mondadori 2002 – NARR JAN HEL
- Nel giardino del diavolo: storia lussuriosa dei cibi proibiti / Stewart Lee Allen
Feltrinelli 2005– 394.12 ALL
- Il senso del cibo: mondo antico, riflessi / Paolo Scarpi
Sellerio 2005 – 394.12 SCA

Immagini

Proprietà dell'articolo
autoreMaria Elena Roffi
creatovenerdì 6 ottobre 2006
modificatovenerdì 6 ottobre 2006