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  • FiabeFiabe

    di Hans Christian Andersen

È Natale libriamoci! 2

“Luther detestava il party di Natale persino negli anni buoni. Beveva poco e non si ubriacava mai, e ogni volta si sentiva imbarazzato dai suoi colleghi che si coprivano di ridicolo” Chi non s’è sentito almeno una volta assillato dall’obbligo di celebrare il Natale a tutti i costi, con l’inevitabile corredo di feste ed invitati più o meno simpatici, resse ed ingorghi del traffico, insopportabili file per gli acquisti, spese per cibi costosi e regali non sempre utili ? John Grisham in Fuga dal Natale (ed. Mondadori 2002) racconta di Luther e Nora, una coppia sposata con una figlia adulta e lontana da casa: per la prima volta decidono di non rimanere a casa per le feste ma di offrirsi una crociera ai Carabi, e di conseguenza non fanno alcun preparativo, a partire dall’albero, che non comprano, e dagli addobbi, che ignorano, per completare il tutto con l’assenza più assoluta di festa natalizia con cenone e folle di scrocconi appositamente convenuti. Quando tutto è pronto per partire, un annuncio a sorpresa manderà a monte il progetto: Blair, la figlia, s’è fidanzata ed ha in mente di sposarsi a breve, perciò torna a casa con il futuro marito per presentarlo ai costernati genitori, che hanno a disposizione poche ore per allestire una festa natalizia in grande stile, come la figlia s’aspetta da loro. Ce la faranno, nonostante tutto, perché in fondo “Saltare Natale. Che idea ridicola. Magari l’anno prossimo” .

 
Anche Henri  Templier rifugge da uno dei momenti clou del Natale, il cenone, e ne spiega i motivi in Notte di Natale, un racconto di Guy de Maupassant incluso nella raccolta Racconti di vita parigina (ed. Einaudi 1996); è stato in occasione di un cenone, infatti, che il protagonista, trovandosi da solo proprio in tale circostanza, decide di uscire per le strade di Parigi e cercarsi un compagno con il quale condividere quella nottata speciale; trova una compagna, una prostituta, e l’accoglie in casa sua senza accorgersi che la poverina non è, come lui crede, una donna dalle forme abbondanti (“Ho un debole, sapete: mi piacciono le donne ben pasciute. Più sono in carne, meglio mi vanno. Per una donna-cannone, non ragionerei più.”)  bensì una partoriente. Quando la natura ha seguito il suo corso, quella notte stessa, viene al mondo una bambina e la puerpera rimane a casa di Templier, ma non si tratta di una fiaba a lieto fine: la bambina viene subito allontanata ed affidata ad una famiglia di contadini mentre alla malcapitata madre succede di peggio: “Ebbene, è diventata magra come un gatto da grondaia; e ho cacciato di casa quella carcassa che mi spia per strada, si nasconde per vedermi passare, mi ferma la sera quando esco, per baciarmi la mano, insomma mi annoia al punto da farmi impazzire. Ecco perché non voglio più saperne di cenoni”, conclude il poco caritatevole Templier.
 
Un’altra storia triste è quella narrata da una fra le fiabe più classiche, La bambina dei fiammiferi (titolo originale de “La piccola fiammiferaia”) di Hans Christian Andersen (in: Fiabe – ed. Einaudi 1992), dove la piccola protagonista vive la sua ultima notte sulla terra sfregando un fiammifero dopo l’altro nel vano tentativo di scaldarsi, ed illuminando invece scene di sogno che solo a lei è dato scorgere: fra queste, l’immagine a lungo desiderata di un “albero di Natale, il più bello che si possa immaginare; [om.] innumerevoli candeline splendevano sui rami verdi, e immagini variopinte, uguali a quelle che adornavano le vetrine dei negozi, la guardavano dall’alto.” 
 
Restando in tema di cenoni e i convivialità, invece, ricordiamo quella che Clara Sereni in Casalinghitudine (ed. Einaudi 1987) definisce “la ”tregiorni”: un tempo infinito in cui si mangiava, si giocava a carte, poi ancora cibo e ancora carte, senza soluzione di continuità, senza quasi nemmeno dormire, dal cenone della vigilia all’intera nottata di Santo Stefano.”  E propone, come ricetta per il cenone, un gustoso “polpettone di tonno” con varianti quali il polpettone di tonno e patate, all’interno di una storia personale scandita da avvenimenti puntualmente contrassegnati da ricette ad hoc, in un’attività di assemblaggio e sperimentazione che è piacere e scoperta di nuove forme, nuovi sapori, nuovi profumi.
Per continuare a leggereè ancora Natale. Le collocazioni sono quelle dei testi che si trovano alla Biblioteca Comunale Passerini-Landi di Piacenza, dove possono essere presi in prestito anche tramite il servizio interbibliotecario di prestito: tel.0523-492409; info. 0523-492410; Sala a Scaffali Aperti 0523-492412; Sezione Didattica 0523-492404; www.biblioteche.piacenza.it

- A casa per Natale / David Baldacci
Mondadori 2003 – NA BAL DAV
- Emozioni e magie del Natale – Antologia poetica / AA.VV.
Piacenza, Tip. Cassola 2004 –16N.06.43
- Natale in Europa / AA.VV.
Mondadori 2000 – VT 394.2 NAT
Proprietà dell'articolo
autoreMaria Elena Roffi
creatovenerdì 15 dicembre 2006
modificatovenerdì 15 dicembre 2006