Vai all'homepage Vai alla pagina contatti Vai alla pagina della mappa del sito Vai alla pagina del motore di ricerca interna al sito Vai alla pagina della guida e dichiarazione di accessibilità Vai all'inizio della pagina

Vai all'inizio della pagina

Una via italiana per portare tecnologie nelle scuole di montagna

Le moderne tecnologie didattiche possono esprimere tutte le loro potenzialità nei contesti rurali e di montagna. In questi casi la tecnologia non solo trasforma la didattica ma permette alle stesse scuole di sopravvivere, garantendo un servizio culturale fondamentale per la comunità

L’urgenza di fornire assistenza e supporto tecnologico alle scuole di montagna ha reso necessario un intervento strutturale delle istituzioni locali che hanno messo a disposizone ingenti finanziamenti per realizzare le infrastrutture di supporto alle attività comunicative ed informatiche di pubbliche amministrazioni ed uffici scolastici. L’estensione della banda larga verso le periferie è stato in questo caso il primo tassello. Il supporto ed i piani di sviluppo tecnologico nelle scuole di periferia sono stati per questo attuati da attori istituzionali di primo piano come le regioni. Enti che hanno coordinato molti progetti di innovazione, fornendo finanziamenti, supporto e consulenza.

In Piemonte l’impegno per realizzare progetti di teledidattica ha visto la collaborazione continua della Regione e dell’Ufficio Scolastico Regionale che stanno finanziando un progetto triennale per il sostegno alle scuole di montagna. L’accordo, firmato nel 2009, vede la collaborazione delle comunità montane ed ha una dotazione finanziaria superiore al milione di euro. Questo protocollo triennale, rispetto ai due accordi firmati nel 2003 e nel 2006 che stabilivano l'impegno a mantenere e valorizzare i plessi di montagna, ha ampliato la sperimentazione e la promozione a progetti che prevedono l'utilizzo di nuove tecnologie.

L'obiettivo è quello di affievolire l'isolamento delle scuole di montagna mediante l'annullamento delle distanze. Per questo sono state utilizzate lavagne interattive ed altre strumentazioni tecnologiche all'avanguardia per la realizzazione di lezioni che si svolgono in una sede "principale" e che, in simultanea, sono seguite anche in plessi distaccati. Un’iniziativa di teleinsegnamento che prevede visite virtuali, condivisione di ricerche, partecipazione interattiva a progetti didattici. Il tutto attraverso la supervisione di un gruppo di lavoro interistituzionale.

Alcune sperimentazioni erano però partite in Piemonte anche prima del 2009. Nel 2008 nella Valle Stura, in provincia di Cuneo, alcuni comuni avevano avviato un progetto di teledidattica che vide coinvolti i plessi scolastici di Demonte, Piano Quinto, Festiona e Vinadio. Il progetto di teleinsegnamento, varato con l'obiettivo di vincere l’isolamento tipico della montagna, permise di mettere in rete le piccole unità scolastiche, sperimentando modalità di insegnamento innovative con l’introduzione delle lavagne multimediali nella lezione tradizionale.

Utilizzando le potenzialità della banda larga è stato attivato un collegamento tra i diversi plessi di scuola primaria, allo scopo di integrare e supportare la didattica nelle situazioni di pluriclasse. Un collegamento audio e video sempre funzionante grazie alla disponibilità di una rete intranet dedicata e l’utilizzo di lavagne multimediali interattive consentono di superare le distanze fisiche tra gli alunni creando così una vera e propria aula virtuale. Il progetto è stato utilizzato per portare in rete attività didattiche come lezioni di lingua francese ed inglese, esperimenti di lettura espressiva, progetti di educazione stradale con la collaborazione della Polizia Municipale e per l'aggiornamento dei docenti in rete.

In Piemonte circa la metà dei comuni è situata in zone di montagna, un contesto che ha costretto le istituzioni a pensare e ad agire in anticipo per evitare l’isolamento delle scuole e lo spopolamento dei territori. Sono stati per questo utilizzati strumenti di collaborazione che possono facilitare la comunicazione fra le scuole. In primis è stato sviluppato un sito internet che ha permesso di:

  • mettere in relazione le scuole con gli Enti e le istituzioni per far comunicare notizie relative alla legislazione, alla programmazione ed alla modalità per accedere ad eventuali risorse finanziarie,
  • mettere in relazione le scuole fra di loro per diffondere in rete lavori svolti su temi e problemi di interesse comune,
  • creare una rete nazionale ed internazionale di scuole che vivono i problemi dell'isolamento geografico, valorizzando i punti di forza e cercando delle soluzioni per i punti di debolezza,
  • diffondere i progetti trasferibili (Best Practices) ,
  • realizzare una struttura dinamica che consenta l'implementazione del sito da parte delle singole scuole.

Il Piemonte è stata una delle regioni pilota anche nell’introduzione delle tecnologie wireless per l’abbattimento del digital-divide, come dimostra la volontà di attivare il progetto Wi-Scuola.

Quest’iniziativa, avviata nel 2006, ha cercato di migliorare la qualità dell’insegnamento negli istituti scolastici decentrati con sistemi wireless di ultima generazione che hanno permesso di creare una intranet virtuale tra le scuole di tredici comuni montani del Piemonte. Curato dalla Regione Piemonte e dal Laboratorio LACE del dipartimento di elettronica del Politecnico di Torino il progetto è stato supervisionato dal Prof. Daniele Trinchero, responsabile della sezione wireless del laboratorio. Il gruppo ha realizzato una rete sperimentale che collega ed abbatte le distanze fra gli istituti a cavallo delle province di Torino, Alessandria, Vercelli, un territorio rurale di circa 400 km quadrati, in cui le scuole sono difficili da raggiungere.

Il collegamento dimostra i benefici del wireless per le aree periferiche realizzando una intranet virtuale che non ha bisogno di un provider esterno e che gode di una rete completamente autonoma con una velocità di trasmissione di almeno 10 Mb/s. Gli istituti, con questa rete, hanno potuto scambiarsi informazioni amministrative, condividere strumenti didattici e materiale in consultazione ed organizzare lezioni di gruppo. Sono stati così superati anche i limiti posti dall'impostazione pluriclasse delle scuole: gli studenti che frequentano la pluriclasse della scuola elementare di Mombello Monferrato hanno potuto svolgere parte delle attività didattiche durante lezioni a distanza con i coetanei della scuola di Cerrina Monferrato: grazie al laboratorio multimediale messo a disposizione dalla Regione gli studenti hanno potuto collegarsi con la classe corrispondente per interagire e lavorare con i compagni.

Anche la Lombardia ha ampliato le attività nella teledidattica con un progetto coordinato che ha coinvolto tutta la regione e che è stato presentato nel 2007 anche all’interno del Ted, il salone delle nuove tecnologie scolastiche organizzato in seno ad ABCD, il salone dell’educazione di Genova. Il progetto ha avuto inizio nel 2003 quando Smart Technologies, azienda produttrice di lavagne interattive, e l’Usp di Varese hanno deciso di coinvolgere i piccoli comuni montani della provincia in un’iniziativa di teleinsegnamento che sarà poi ampliata all’intera Lombardia.

L’iniziativa si è estesa subito con la creazione di un network fra le scuole di montagna grazie ad un finanziamento (circa 200mila euro) del Fondo Sociale Europeo. L'Usp di Varese è diventato capofila di un'associazione che raggruppa i provveditorati di sette province lombarde, un gruppo istituito con l'obiettivo di informatizzare le scuole di montagna, mettendole in rete fra loro e con la comunità di riferimento. Dal 2003 al 2006 il progetto è riuscito a coinvolgere due istituti comprensivi per provincia.

Il successo è stato tale che, a partire dal 2006, grazie ad un finanziamento della Regione Lombardia (circa 125mila euro), è stato possibile estendere il modello anche ai piccoli comuni. Nel nuovo progetto sono entrati nuovi partner e oggi tanti alunni delle scuole elementari e medie di 7 province lombarde (VA, BG, BS, PV, SO, LC, CO) possono fare lezione con la propria classe anche senza recarsi a scuola.

Tante le tecnologie utilizzate. Nei luoghi della sperimentazione sono stati disseminati computer per dotare le scuole di laboratori multimediali ed è stata creata una rete wireless che li unisce in rete. Sono state introdotte lavagne interattive multimediali per le lezioni, che possono essere tenute anche in videoconferenza ed è stata fornita formazione tecnica e didattico-disciplinare per gli insegnanti che hanno così potuto costruire attività didattiche multimediali. In alcuni comuni sono state inoltre create postazioni decentrate per gli studenti che si trovano temporaneamente impossibilitati a raggiungere la scuola, in modo che possano comunque assistere alle lezioni ed usare il materiale multimediale.

In Toscana l’UNCEM e l’ANCI hanno predisposto per le scuole di montagna il progetto Errequ@dro scuole in rete – reti di scuole: attraverso una lavagna interattiva e sistemi di teleconferenza si offre la possibilità ad una classe di una zona montana, o di una piccola isola dell’arcipelago, di seguire le lezioni che un docente sta tenendo in un altro luogo.

Il progetto si sta articolando su tutto il territorio regionale coinvolgendo, nella fase sperimentale, comuni toscani situati in aree montane e le relative comunità montane. Tra gli obiettivi di Errequ@dro c’è quello di favorire la crescita della qualità dell’istruzione, garantendo pari opportunità di accesso alle migliori pratiche di insegnamento ed apprendimento, Errequ@dro opera per il raggiungimento di un livello di eccellenza nella didattica, utilizzando nuove tecnologie e metodologie formative che permettono l’integrazione tra scuole di differenti territori, consentendo di superare le difficoltà che si incontrano nel “fare scuola” in luoghi geografici svantaggiati.

A permettere la realizzazione degli obiettivi è sicuramente l’utilizzo di internet che permette di svolgere lezioni a distanza e di usufruire di contenuti didattici multimediali, arrivando ad un modello didattico avanzato che è già attivo in Toscana con il progetto Senza Zaino.

Le scuole che aderiscono possono offrire ai loro alunni vere e proprie lezioni a distanza, attraverso l’uso di lavagne interattive e sistemi di teleconferenza in sincrono che permetteranno ad un bambino fisicamente presente in classe all’Isola del Giglio, o in un qualsiasi comune montano toscano, di seguire e partecipare attivamente alla lezione che il docente sta tenendo nella scuola di un altro comune. Attraverso questa infrastruttura tecnologica saranno inoltre fruibili materiali collegabili ai contenuti dei programmi ministeriali.

La Toscana, insieme alla Sicilia, ha sperimentato la teledidattica anche con il progetto Isole in rete, che ha visto protagonista Marettimo, l'isola più lontana delle Egadi, ed alcuni istituti scolastici fiorentini.

Il contesto in cui operano le scuole delle isole è problematico: le difficoltà di collegamento con altre realtà favoriscono il rischio di una chiusura culturale. A questo occorre aggiungere l’estrema precarietà del gruppo docente e l’alto tasso di turn-over che non assicura alle classi un minimo di continuità didattica.

Il primo progetto di reti di scuole a distanza è stato realizzato nell’anno scolastico 2005/06 tra una classe della scuola Media dell’isola di Marittimo e due classi di due diverse scuole di Firenze. Dopo due anni di sperimentazione il progetto ha rappresentato un’occasione per offrire agli studenti un percorso scolastico ricco ed articolato; per promuovere l’uso delle tecnologie come catalizzatore di innovazione; per coinvolgere i docenti a sperimentare nella didattica quotidiana l’uso di risorse digitali e di infrastrutture tecnologiche di rete e, infine, sperimentare le nuove tecnologie non come strumento a sé, ma per rispondere ad un concreto bisogno didattico.

Successivamente il progetto si è ampliato alle isole di Salina e Lampedusa grazie a un protocollo di intesa tra la Regione Sicilia e l’Agenzia Scuola. La teledidattica è diventata quindi funzionale alle esigenze formative dei ragazzi che vivono su queste isole. Attraverso l'installazione di lavagne interattive ed un sistema di videoconferenza è stato possibile, per esempio, collegare una rete di scuole tra due classi del Liceo Tomasi di Lampedusa: una classe della sede principale della scuola che si trova sull’isola di Lampedusa ed una classe del complesso della scuola che si trova sull’isola di Linosa. La rete interna è stata quindi collegata ad una rete esterna: gli alunni delle due classi della scuola di Lampedusa-Linosa sono stati collegati ad una classe della scuola Itis Alessandro Volta di Palermo con la quale seguono un percorso formativo comune.

Proprietà dell'articolo
fonteeXtrapola
creatogiovedì 14 luglio 2011
modificatogiovedì 14 luglio 2011