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Valorizzare le scuole rurali: uno sguardo al resto del mondo
Le scuole rurali sono una risorsa da valorizzare in tutto il mondo, occidentale e non. Far arrivare la didattica in luoghi isolati è un problema negli Usa così come in Asia o Africa. I metodi da utilizzare devono essere però contestualizzati al Paese in cui si vuole operare.
Il desiderio di valorizzare le scuole di montagna e gli istituti collocati in zone rurali è evidente in tanti progetti che si stanno realizzando al di fuori del nostro Paese.
L’utilizzo delle nuove tecnologie e della rete internet sono anche in questi progetti la strada preferenziale per rinnovare la didattica e permettere ad alcuni istituti di uscire dall’isolamento territoriale che rischia di avere conseguenze negative sulla qualità didattica.
Il tema del supporto alle scuole di montagna è sentito anche in Europa. In Francia il lavoro di assistenza a questo tipo di istituti è portato avanti dall’ANEM. L’associazione rappresenta di fronte alle altre istituzioni le esigenze sociali dei territori rurali, compreso il mantenimento e l’ammodernamento tecnologico delle scuole in questi territori, una delle priorità per la popolazione.
Anche negli Stati Uniti, dove sono sorti villaggi in pianure sconfinate, è molto sentito questo problema e, per questo motivo, è stato attivato il Technology Grants for Rural Schools. Il programma, voluto dal FRED (Foundation for Rural Education and Development), ha come obiettivo quello di portare la tecnologia nelle classi delle scuole rurali e vede investimenti su tre livelli: hardware, software e connettività. Per finanziare questo intervento la fondazione ha a disposizione una dotazione della RTFC (Rural Telephone Finance Cooperative), cooperativa legata alle aziende di tlc che ha deciso di concentrare il proprio intervento sulle scuole K-12.
Gli interventi in un Paese esteso come gli Stati Uniti devono essere però ottimizzati sulle esigenze della singola comunità. Vi sono infatti delle zone in cui la percentuale di scuole rurali è decisamente elevata: South Dakota (76.9%), Montana (74.9%), North Dakota (72.1%), Vermont (71.3%), Maine (67.4%).
In queste zone, spesso spopolate, è difficile avere un’offerta didattica specializzata e di qualità. Un problema che riguarda più della metà dei distretti scolastici e un terzo di tutte le scuole, ma solo un quinto dell’intera popolazione studentesca.
L’introduzione di piani di e-learning e sviluppo tecnologico sono quindi fondamentali per garantire qualità ma occorre formare adeguatamente anche i futuri insegnanti all’utilizzo di queste tecnologie. Nel Montana la UAW (University of Montana Western) ha creato un percorso didattico all’interno dell’Education Department per sperimentare nuovi percorsi di insegnamento con LIM (lavagne interattive multimediali) e Smart Boards. Grazie alle 12 Smart Boards installate nel Campus gli “aspiranti insegnanti” possono capire cosa significa utilizzare questi strumenti nella didattica con tirocini mirati mentre i bambini provenienti dalle zone rurali possono essere coinvolti all’interno delle aule universitarie in lezioni interattive e multimediali che alcune scuole, per mancanza di LIM, ancora non riescono a fornire.
Una delle operazioni più interessanti per le scuole rurali è stata condotta in questi ultimi anni dall’Unesco che ha deciso di attivare un programma di aiuti per le scuole di alcune comunità locali thailandesi. Con il programma “IT for Rural Schools” partito nel 1995 in 72 scuole rurale si è cercato di dotare alcune classi di un numero adeguato di pc al fine di colmare il gap didattico che poteva esserci con scuole più avanzate.
Il programma si è concentrato sulla qualità didattica, fornendo tecnologie e connessioni ad internet, ma anche portando le necessarie competenze in ambito IT che erano il presupposto per far lavorare sul pc insegnanti e studenti. Per questo motivo sono stati organizzati corsi introduttivi sulle nuove tecnologie, in primis per i docenti, ed è stato formato un team di tecnici in grado di supportare l’installazione e l’assistenza dell’infrastruttura informatica.
L’impatto di questo programma dell’Unesco sulle comunità è stato eccezzionale. I risultati in questi 15 anni sono stati incoraggianti sia per l’abbattimento del digital divide che per il livello di conoscenze informatiche raggiunto dai giovani delle comunità.
Progetti altrettanto interessanti sono stati condotti in altre zone rurali dell’Asia, in particolare in India e Bangladesh.
In India il Governo ha cercato di portare nelle scuole rurali almeno un computer per ogni scuola al fine di evitare l’isolamento culturale dei piccoli villaggi. In questa avventura per l’informatizzazione delle zone rurali stanno giocando un ruolo determinante anche le associazioni private. Grazie al contributo di quest’ultime si stanno aprendo centri e laboratori per l’insegnamento dell’informatica e per l’installazione delle infrastrutture tecnologiche necessarie.
Questi investimenti sono molto importanti in un’economia emergente come quella indiana ed hanno ricadute significative sull’educazione dei giovani dei villaggi che, grazie a questi strumenti, sono più incoraggiati a studiare e sentono di poter essere alla pari con i coetani che vivono in città.
In Bangladesh le istituzioni hanno avviato programmi di educazione nei villaggi e nelle zone rurali facendo un forte utilizzo della teledidattica. Sono stati utilizzati dal governo locale tutti i mezzi tradizionali: lezioni trasmesse via radio e tv, teleconferenze, audiocassette ed e-mail. Si è cercato di fare una diffusione di massa delle informazioni ma c’è stata scarsa attenzione ai risultati ottenuti: pochi i feedback sulla qualità dell’azione didattica.
Per colmare questo divario alcuni docenti universitari hanno voluto sperimentare l’utilizzo dell’SMS. Uno strumento di comunicazione in crescita e a buon mercato per il Bangladesh che permette agli studenti di fare domande in diretta durante le video-lezioni, di essere avvertiti sull’inizio di una sessione didattica così come di ricevere direttamente informazioni.
Nel continente africano è stato invece il Kenya ad introdurre interessanti progetti tecnologici per le scuole rurali. Grazie al sostegno di Eduvision è stato possibile portare in aula palmari, connessioni Wi-Fi e software open-source in un’iniziativa pilota per tutta l’Africa.
L’investimento in tecnologia è stato gestito in modo centralizzato: questo ha permesso di creare e distribuire i contentui digitali alle scuole in modo economico: utilizzando un piccolo trasmettitore satellitare è stata data la possibilità alle scuole di scaricare le lezioni ed il materiale didattico in modo veloce ed economico, con una semplice connessione satellitare.
| fonte | eXtrapola |
|---|---|
| creato | giovedì 14 luglio 2011 |
| modificato | giovedì 14 luglio 2011 |
