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Integrazione in Emilia-Romagna. Tanti progetti per un unico obiettivo
La scuola emiliano-romagnola ha dimostrato nel tempo di saper gestire le problematiche legate all'integrazione dei disabili con interventi accurati e specifici. Le best practices che a livello locale sono state promosse hanno cercato di colmare il gap fra studenti normodotati e disabili.
A Bologna sono state intraprese azioni importanti che mostrano concretamente quanto ampie possano essere gli interventi delle istituzioni.
Nel capoluogo emiliano è nato il servizio BiblioAid che propone libri digitali gratis per studenti dislessici.
Nato nel 2006 con l'obiettivo di aiutare bambini e ragazzi dislessici a raggiungere il successo scolastico, il progetto fornisce agli alunni dislessici e con disturbi
specifici dell'apprendimento una copia digitale (in cd-rom) dei libri scolastici, leggibile con un programma di sintesi vocale. Un servizio che non ha alcuna spesa di produzione o spedizione da parte delle famiglie. Il progetto, patrocinato dalla Provincia di Bologna e dalla Regione Emilia-Romagna, è offerto dall'Associazione italiana dislessici (Aid), grazie alla partnership triennale con la fondazione Telecom Italia, a quel 4 per cento degli studenti italiani delle elementari, medie e superiori che è colpito, in modo più o meno pesante, da questo disturbo.
Collegandosi con il sito www.biblioaid.it e compilando un modulo di autocertificazione, è possibile consultare l'elenco delle case editrici per la fornitura di cd rom con file in formato "pdf", decifrabili con un qualsiasi software di sintesi vocale. "Da giugno ad oggi sono arrivate 23mila richieste - dice Maria Grazia Pancaldi dell'Aid - e abbiamo già distribuito 9mila libri. L'anno scorso ci siamo fermati a 13mila. Il merito della gratuità di quest'anno è dell'accordo con la fondazione Telecom Italia, che ci ha fornito anche personale e aiuto informatico". Le richieste arrivano da tutte le regioni italiane - Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto in testa - e anche dagli istituti di lingua italiana all'estero (Australia, Grecia, Inghilterra...).
Fra le azioni di sensibilizzazine più interessanti fatte ultimamente nel bolognese c'è stata l'iniziativa della scuola elementare “Don Milani”: i bambini, insieme a genitori e maestre, hanno simbolicamente costruito e abbattuto il “muro dell'inciviltà” che separa le barriere architettoniche dall’accessibilità. Mattone dopo mattone, o meglio scatolone dopo scatolone su un parcheggio per disabili disegnato per terra, gli alunni hanno voluto far riflettere sull’importanza del rispetto delle regole che rendono gli spazi comuni più vivibili per tutti. L’iniziativa, frutto del progetto “La città civile” che coinvolge 20 scuole bolognesi, è stata promossa dal Centro Antartide in collaborazione con il Comune e l’Ausl di Bologna e realizzata grazie al sostegno della Fondazione del Monte.
“Questo è un muro che dobbiamo abbattere ogni giorno, con piccole azioni che dobbiamo fare tutti, a partire da voi, bambini, che siete il futuro di questa città – ha detto il prefetto Angelo Tranfaglia, presente all’iniziativa - Bogna è una città accogliente e abbastanza vivibile, ma bisogna sempre migliorare, e i bambini sono la testimonianza di questa volontà. Occupare un posto riservato ai disabili, o impedire l’accesso o l’uso di un marciapiede e di un parco, è un atto incivile”. Costruito con scatoloni colorati come grandi mattoni, i bambini della scuola elementare “Don Milani” insieme alle loro maestre hanno eretto e poi abbattuto il “muro dell’inciviltà”.
Da Bologna arrivano anche interessanti novità editoriali dedicate ai docenti di sostegno come Tisca, test d'ingresso alla scuola per bambini autistici.
Si chiama così il secondo volume pensato per gli insegnanti e gli educatori che hanno a che fare con bambini e ragazzini con disturbi pervasivi dello sviluppo, realizzato dalla commissione scuola dell'Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) Emilia-Romagna insieme alla Fondazione Augusta Pini e a vantaggio di tutto il mondo dell'istruzione italiano. Il libro contiene alcune schede di valutazione degli otto assi che misurano l'autismo - grado di autonomia, asse affettivo relazionale, motorio, cognitivo, neuropsicologico, comunicazionale, linguistico, sensoriale e percettivo -, alcuni suggerimenti e qualche nota informativa per le classi che accolgono un alunno autistico o comunque con disturbi dello sviluppo.
Il volume, presentato a Bologna in occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione all'autismo e grazie alla collaborazione dell'Uffici scolastico provinciale e di quello regionale, è stato curato da Anna Maria Arpinati (insegnante di matematica), Daniela Mariani Cerati (medico) - entrambe volontarie dell'Angsa - e da Paola Giovanardi Rossi, docente di Neuropsichiatria infantile dell'Università di Bologna.
Avvicinare gli studenti al problema della disabilità, rendendoli consapevoli delle problematiche che hanno alcuni ragazzi più sfortunati è molto importante.
A Reggio Emilia ben 198 studenti di alcune scuole superiori si prenderanno cura di altrettanti coetanei disabili sia in classe, sia nei compiti a casa. La giunta dell'Amministrazione provinciale di Reggio Emilia ha infatti approvato l'attivazione del 'Progetto Tutor', in collaborazione con l'Ufficio scolastico provinciale. Il finanziamento dedicato e' di 162.700 euro. Gli istituti scolastici coinvolti sono 24, undici dei quali riguardano studenti reggiani che frequentano scuole superiori del territorio modenese, a Sassuolo, Carpi e nella stessa Modena.
Questo progetto educativo non è un caso isolato. Il Comune di Parma ha sviluppato in sinergia con l'Ufficio scolastico provinciale, l’Università degli Studi di Parma, Anmic e la Cooperativa Eidé un progetto di comprensione e avvicinamento alla “Convenzione internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità”. Nell'ultima edizione sono stati coinvolti 9.600 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, 1.612 rappresentanti di classe e alunni, 174 docenti per un totale di 7 incontri effettuati con gli insegnanti e 4.500 testi della Convenzione distribuiti.
La proposta progettuale per la scuola secondaria di secondo grado si articolava in:
- incontri di sensibilizzazione per insegnanti, con consegna di un “kit” formativo di materiali d'approfondimento (testo della Convenzione, bibliografia, filmografia, articoli di giornale ecc.) su cui basarsi per avviare percorsi a tema con la classe;
- incontri di sensibilizzazione con i rappresentanti degli studenti e consegna del testo della Convenzione;
- evento finale, in cui le classi che hanno approfondito il tema con percorsi specifici hanno potuto renderne pubblici gli esiti, attraverso vari linguaggi espressivi.
Quest'anno il progetto sarà esteso e coinvolgerà anche le scuole secondarie di primo grado e le primarie.
A Modena, da alcuini anni, si tiene il “Progetto Dislessia” che ha come finalità l’individuazione precoce di bambini con sospetto disturbo specifico della letto-scrittura. Il progetto, giunto alla quarta annualità, prevede una parte formativa rivolta ai docenti e una ricerca-azione rivolta alle classi prime e seconde di tutte le scuole primarie del distretto di Sassuolo, allo scopo di mettere a punto un efficace sistema di diagnosi e di supporto didattico per bambini, famiglie e insegnanti.
La dislessia e’ una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente e non è causata da deficit di intelligenza, né da problemi ambientali o psicologici, o da deficit sensoriali o neurologici.
Il progetto è inserito nella programmazione dei Piani di Zona, coordinato dall’Ufficio Comune attraverso la Figura di Sistema, e si fonda su un lavoro di rete tra Enti Locali, Direzioni Didattiche, Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’AUSL di Modena (Distretto di Sassuolo), A.I.D. Associazione Italiana Dislessia (sezione di Modena), con la collaborazione, da quest’anno, dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Modena.
Le Direzioni Didattiche coinvolte nel progetto sono i 3 Circoli di Sassuolo, i 2 Circoli di Formigine, Fiorano e Maranello, gli Istituti Comprensivi Kennedy di Montefiorino e Berti di Prignano, e la scuola paritaria San Giuseppe di Sassuolo, per un totale di più di 1000 bambini distribuiti su 26 scuole.
In Emilia-Romagna non sono fortunatamente mancate le occasioni di confronto fra esperti, docenti e famiglie sul tema della disabilità. Il 10 settembre scorso a Reggio Emilia si è tenuto il seminario “Alleanze educative e contesti di cura”, sulle esperienze di integrazione scolastica di bambini e adolescenti con autismo o disturbi pervasivi di sviluppo.
A Ferrara si tiene invece ogni anno la rassegna “A muso duro”, una manifestazione sui temi dell’inclusione sociale e del pieno riconoscimento di diritti, risorse e competenze delle persone disabili che dalla scorsa edizione vede la partecipazione di tutte le Amministrazioni Comunali del ferrarese e della Provincia stessa, realizzando così uno degli obiettivi principali degli organizzatori, la creazione di una rete provinciale di informazione e solidarietà sulla disabilità.
La manifestazione alterna momenti di approfondimento teorico-esperienziale con esperti e famiglie (seminari, dibattiti, incontri formativi), attività di sensibilizzazione nelle scuole (cineforum, spettacoli teatrali realizzati dai ragazzi disabili dei centri diurni, simulazioni con carrozzine assieme agli alunni per la valutazione delle barriere architettoniche) esperienze sportive, escursioni assieme alle guardie del Corpo Forestale dello Stato, mercatini di prodotti realizzati nei centri di accoglienza, mostre fotografiche sugli eventi della manifestazione.
“A muso duro” prosegue e amplia l’azione di tutela e promozione della cultura della solidarietà e dell’integrazione avviata dall’Associazione Territoriale per l’Integrazione “Il Volo” Onlus di Massa Fiscaglia, realtà che nasce come gruppo di auto aiuto per genitori con bambini e ragazzi disabili, ma che in seguito si apre a tutti i genitori e ai loro figli con iniziative, incontri, attività ludiche, rivolte alla conoscenza della disabilità e alla sua valorizzazione, nella convinzione che la diversità non debba essere motivo di divisione ma di arricchimento reciproco. All’interno dell’Associazione una particolare attenzione è rivolta alla ricerca e alla diffusione della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (C.A.A.) al fine di creare opportunità di comunicazione per tutti, soprattutto per coloro che hanno difficoltà nell’uso della comunicazione verbale.
Lo scorso marzo sempre a Ferrara è stata anche presentata la guida “A scuola insieme”, una lettura facilitata dell’Accordo di Programma per l’integrazione degli alunni disabili nelle scuola della provincia di Ferrara scritto da Andrea Civolani e Mauro Presini.
La guida è stata realizzata da parte dell’amministrazione provinciale di Ferrara, del Comitato Ferrarese Area Disabili e dal Centro H Informahandicap del Comune di Ferrara e contiene indicazioni sulle competenze e sulle finalità dell’attività finalizzata all’accoglienza dei soggetti disabili nel sistema educativo ferrarese. Le voci riportate nel volume si presentano secondo un’agile sequenza alfabetica che trasformano la guida in una sorta di cassetta degli attrezzi per chi ne vorrà fare uso.
Le esperienze compiute nell'ultimo anno nel territorio ferrarese evidenziano quante attività si possono fare per integrare ragazzi e studenti diversamente abili. Fra le iniziative importanti avanzate dalle istituzioni non si possono tralasciare quelle legate alle nuove tecnologie e allo sport e tempo libero.
L’Ausl di Ferrara ha predisposto, per esempio, la prima postazione informatica ad alta specializzazione per minori con disabilità. Gli ausili acquistati servono per rispondere in maniera differenziata alle diverse problematiche, la semplicità di un sensore collegato ad un gioco, un mouse ergonomico o una tastiera facilitata collegati al personal computer, un video touch screen, incrementano le abilità motorie e/o cognitive del bambino; così come comunicatori alfabetici o simbolici semplici o complessi (in base al grado di disabilità), software causa/effetto o specifici sugli apprendimenti, migliorano e agevolano la possibilità di comunicare e di relazionarsi con il mondo esterno.
Da tempo, infatti, il Dipartimento di Salute Mentale U.O. Riabilitazione Infanzia Adolescenza dell’Ausl Ferrara sta formando i propri operatori all’utilizzo delle tecnologie assistite particolarmente utili a migliorare la comunicazione, gli apprendimenti, la relazione e l’autonomia per i minori con disabilità motorie e cognitive attraverso la sperimentazione, l’addestramento e l’attivazione di percorsi riabilitativi. I diversi punti operativi territoriali saranno attrezzati per agevolare l’accesso (anche in termini di distanza chilometrica), a tutti i minori che sfruttano tali ausili indipendentemente dalla specifica patologia. La facilità d’accesso, la disponibilità degli stessi ausili installati su persona computer adeguatamente supportati e la formazione degli operatori sono elementi indispensabili per l’uso migliore di tale tecnologia nell’ottica di realizzare i singoli progetti riabilitativi.
Lo sport è stato invece protagonista del progetto “Una barriera di meno”. Attraverso alcune lezioni di basket in carrozzella, nuoto, canoa, vela, trekking, equitazione ed orienteering, lo sport è entrato nella scuola con l’intento di promuovere l’attività sportiva come strumento per l’inclusione sociale ed il benessere fisico per qualsiasi persona. Il progetto, svoltosi durante lo scorso anno scolastico, è stato sostenuto dal Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara che nasce sostanzialmente per due motivi:
-rendere partecipi anche i bambini ed i ragazzi disabili nelle ore di educazione fisica insieme ai propri compagni facendo loro praticare alcune discipline sportive;
-diffondere la cultura dell’inclusione sociale attraverso uno strumento privilegiato ed efficace quale è lo sport.
Il progetto ha visto la collaborazione tra diverse realtà associative del territorio. Inoltre hanno aderito 13 Istituti scolastici di ogni ordine e grado di 7 diversi Comuni (Codigoro, Goro, Comacchio, Ostellato, Formignana, Tresigallo, Ferrara) che hanno accolto presso le proprie strutture i volontari ed istruttori professionali del Comitato Italiano Paraolimpico, permettendo così ad alcuni studenti disabili di potere entrare in palestra, partecipare in modo attivo al gioco ed al movimento, superando quindi alcune barriere culturali ed alcuni vincoli fisici che impedivano una attività sportiva totalmente inclusiva.
Partner determinanti per la realizzazione del progetto sono stati l’Ufficio Scolastico Provinciale di Ferrara, la Provincia di Ferrara, il Comitato Italiano Paraolimpico ed alcuni soggetti pubblici e privati tra cui il Comune di Tresigallo e Formignana, il Circolo Nautico di Goro, il Centro Nuoto Copparo e la Cooperativa Sorgeva di Ostellato. I percorsi di avviamento allo sport proposti sono stati concordati con le scuole e con il corpo insegnante in funzione della disabilità dello studente e cercando di praticare discipline sportive più adeguate per il suo benessere psicofisico.
Per i bambini più piccoli, oltre allo sport, può essere di aiuto anche l'esperienza delle fattorie didattiche. L'Aid (Associazione italiana dislessia) di Ferrara, con il contributo di Comune e Provincia di Ferrara, ha realizzato il progetto “Dislessia in fattoria”, che ha dato ai ragazzi colpiti da DSA la possibilità di confrontarsi e divertirsi in un ambiente sereno e ricco di stimoli e fare in modo che genitori e famiglie che affrontano quotidianamente problemi comuni possano ricevere l’appoggio di professionisti del settore, oltre a mettere in comune esperienze, difficoltà e soluzioni.
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| fonte | Sophia |
|---|---|
| creato | venerdì 9 ottobre 2009 |
| modificato | lunedì 12 ottobre 2009 |
