Il recupero del debito formativo

Il debito formativo dovrà essere “saldato” quest'anno entro fine agosto. Le trasformazioni della normativa e della didattica per il recupero alla luce delle modifiche ministeriali e delle nuove tecnologie per l'insegnamento a distanza.




Il termine “debito formativo” ha fatto il suo ingresso nelle scuole secondarie superiori italiane nell’ormai lontano 1995 (legge n. 352 dell'8 agosto 1995) come una nuova forma di recupero. Il debito formativo viene assegnato nello scrutinio finale allo studente promosso alla classe successiva con delle insufficienze lievi in alcune materie (di norma non più di tre). La norma ha abolito i vecchi esami di riparazione ed ha previsto l'istituzione di corsi di recupero per aiutare gli studenti a “saldare”, durante l'anno, le lacune formative.

L’abolizione degli esami di riparazione ha rappresentato una svolta epocale per il sistema scolastico nazionale. Gli esami di riparazione erano stati introdotti all'inizio del novecento per tutte le scuole di ogni ordine e grado e sono stati uno dei pilastri della scuola superiore prima della riforma. Il passaggio dall'esame di riparazione al debito formativo ha sicuramente sollevato molte famiglie dalle gravose spese che venivano sostenute nei mesi estivi per permettere allo studente il raggiungimento di un sufficiente livello di apprendimento.

L'introduzione del debito formativo si è rivelata essere però una sorta di sanatoria: nell’implementazione iniziale della riforma, l'alunno che risultava promosso a giugno “con debito” doveva colmare l'insufficienza con verifiche a settembre, ma queste non avrebbero comunque compromesso la promozione.


Dopo 12 anni dall’introduzione del debito formativo, l'anno scorso il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha riformato il sistema introducendo l'obbligo di recupero entro l'inizio del nuovo anno scolastico. L'ordinanza ministeriale del 3 ottobre 2007 ha segnato quindi il ritorno ad una forma di recupero molto simile a quella dell'esame di riparazione in vigore fino al 1995.

Sono state delle chiare indicazioni statistiche a suggerire il ripensamento. Infatti il 42% degli studenti con debiti non riusciva a colmare le lacune prima dell'inizio dell’anno scolastico successivo. Le novità introdotte dal Ministro Fioroni hanno previsto una rimodulazione dei tempi per il recupero dei debiti formativi con corsi di recupero estivi e verifica finale entro il 31 agosto.

Questa impostazione è stata confermata in questi giorni anche dal nuovo Ministro Mariastella Gelmini che, con apposita circolare, ha chiarito che i debiti scolastici dovranno essere recuperati entro il 31 agosto e che, fatte salve eventuali proroghe, le iniziative di recupero e la loro valutazione dovranno concludersi entro la data di inizio delle lezioni. L'indicazione ministeriale si era resa necessaria dopo che il giudizio del Consiglio di Stato del 4 giugno aveva respinto la richiesta di sospensiva presentata dai Cobas della scuola mirante ad una modifica alle disposizioni vigenti.

La circolare del Ministro pone particolare attenzione su tre questioni: risorse aggiuntive, termini per la verifica del superamento del debito e autonomia scolastica. Per l’organizzazione dei corsi di recupero, il Ministero ha stanziato 57 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 197 milioni già previsti nel “Fondo d’Istituto”. Le scelte organizzative relative alle modalità di recupero – quali ad esempio la durata dei corsi, l’utilizzo dei docenti e i modelli di intervento – sono lasciate all’autonomia di ogni singola scuola.

L'attenzione del mondo scolastico si sta ora spostando sulle modalità di recupero che saranno decise dai singoli istituti o dagli assessorati competenti. Per andare incontro alle esigenze di docenti e studenti stanno emergendo forme e corsi di recupero mutuati dall'esperienze del mondo universitario. Con questi si pone nuova enfasi sui sistemi di apprendimento a distanza e si permette agli studenti di seguire i corsi via web.

 Esperienze didattiche italiane per il recupero dei debiti

 
Come l'e-learning è stato introdotto nelle scuole italiane e come puà aiutare gli studenti nel periodo estivo per recuperare i debiti formativi. Esperienze, modelli e innovazione applicata alla didattica.
 


Uno sguardo alle politiche europee per il recupero scolastico

In Europa l'organizzazione della didattica ed i percorsi di recupero variano a seconda dei singoli Paesi. Le politiche didattiche sono legate all'autonomia dei singoli istituti e dipendono molto anche dalle forme di governo. Non sempre c'è un intervento diretto delle scuole per aiutare gli studenti e molte attività di recupero sono lasciate all'iniziativa delle famiglie.
 

 Piattaforme digitali per l'e-learning: iniziative realizzate oltre confine
 

L'e-learning è diventata una pratica condivisa anche all'estero. Nei paesi anglosassoni e dell'Europa del Nord si stanno registrando iniziative interessanti che evidenziano l'attenzione delle istituzioni sulle diverse forme di apprendimento on line
 

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fonteSophia
creatomartedì 19 agosto 2008
modificatomercoledì 15 ottobre 2008