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Autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo
L’Ufficio Scolastico Regionale ha diffuso alcuni suggerimenti operativi sul tema dell’integrazione scolastica degli allievi certificati per autismo o disturbi generalizzati dello sviluppo.
In allegato sono riportati i suggerimenti operativi forniti da questa ricerca e la versione integrale della nota di Versari.
Da alcuni anni questo Ufficio (USR) sta approfondendo il tema dell’integrazione scolastica degli allievi certificati per autismo o disturbi pervasivi dello sviluppo (DPS), a partire dalla rilevazione delle certificazioni rilasciate dalla Sanità alle famiglie in base alla Legge 104/92 ed agli Accordi di Programma provinciali e dalle medesime famiglie consegnate alla scuola per gli adempimenti di competenza.
I dati e le analisi delle rilevazioni delle certificazioni di autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo effettuata sono pubblicate sul sito Internet di questa Direzione Generale all’indirizzo http://www.istruzioneer.it , settore “Integrazione handicap”
Gli alunni con diagnosi di autismo o DPS, censiti in regione nell’anno scolastico 2006-2007 sono stati 822. Per la rilevazione del 2007-2008, i cui dati sono in corso di elaborazione, si è deciso di esaminare anche le diagnosi ritenute “affini”, con l’intento di comprendere l’effettiva incidenza dell’autismo e dei DPS sul totale della popolazione scolastica, anche in considerazione del fatto che le statistiche epidemiologiche internazionali suggeriscono range più alti di quelli riscontrati (diagnosi “attese” per l’intero spettro autistico intorno a 1.400 alunni).
Rimanendo in Emilia-Romagna, si è in presenza di un rilevante gruppo di allievi con quadri diagnostici severi, caratterizzati da difficoltà particolarissime, che richiedono alla scuola specifiche modalità di organizzazione, una rigorosa pianificazione, la scelta di didattiche e metodologie puntuali e di non facile strutturazione.
Negli ultimi due anni questo Ufficio ha scelto di indirizzare i limitati fondi disponibili per la formazione dei docenti sul problema dell’integrazione degli allievi con handicap gravi o gravissimi, sollecitando anche l’approfondimento del supporto che le nuove tecnologie possono fornire. Sono in corso sperimentazioni (ad esempio nell’ambito del progetto nazionale “ICARE”) e ricerche didattiche per approfondire queste tematiche.
Questo Ufficio si è posto il problema di come poter supportare l’azione delle Istituzioni Scolastiche
per fronteggiare al meglio possibile i particolari bisogni degli allievi con autismo o DPS.
Si è quindi deciso di effettuare una ricerca nel Web per individuare innanzi tutto le linee di intervento attuate nei paesi di lingua anglosassone, che già da tempo si stanno confrontando con il problema dell’autismo e dei DPS anche in campo educativo e non soltanto nell’ambito della ricerca medica (sulla causa o sulle cause) e di quella diagnostica.
Si è quindi provveduto a individuare e a prelevare dai vari siti Internet istituzionali, le Linee di intervento, i documenti di riflessione e di pianificazione, le migliori pratiche ed in alcuni casi anche le Leggi molti Stati nazionali e federali, il cui elenco è riportato in allegato alla presente nota, e nel quale si indicano anche gli indirizzi dei siti Internet in cui sono pubblicati.
La ricerca documentale, effettuata da Graziella Roda, docente in servizio presso questo Ufficio, ha
fornito la base di elaborazione dei suggerimenti metodologico-didattici allegati alla presente, che sono stati condivisi dal dirigente tecnico Raffaele Iosa, incaricato dell’area.
Ovviamente, non vi è alcuna pretesa di fornire un quadro completo delle fonti disponibili (che sono
innumerevoli) né di garantire risposta adeguata alle singole situazioni, compito ineludibile di ciascuna scuola e di ciascun docente.
Né certamente si pensa di aver tracciato, con gli allegati a questa nota, il modo migliore per affrontare i problemi didattico-educativi dei bambini autistici, dal momento che questo tema è oggetto di ricerca.
Si spera semplicemente che una scuola che in questo anno scolastico si trovi di fronte ad un bambino autistico e sia in difficoltà, possa velocemente trovare nelle fonti qui citate un primo orizzonte di studio e di ricerca, e degli spunti validi che dovranno poi essere ulteriormente approfonditi e “puntualizzati” sullo specifico allievo ed in relazione alle diverse situazioni, partendo dal presupposto che, ove non sia possibile assicurare tutto l’ipotetico perfetto, è comunque doveroso fare il possibile al meglio.
Con la presente, infine, si vuole richiamare l’importanza della collaborazione stretta, leale e fattiva che deve stringersi tra famiglia, scuola e sanità. Al di là degli adempimenti formali previsti dagli accordi di programma provinciali, soltanto la costituzione di un vero gruppo di lavoro, ben integrato e cooperante, può rendere fattiva la speranza di essere utili al bambino autistico.
Inoltre si ritiene fondamentale favorire la diffusione di una ampia pratica di collaborazione scientifica tra Scuola e Sanità, proprio in considerazione del fatto che gli interventi educativi,puntuali, precoci ed efficaci, costituiscono al momento l’unica vera speranza che si offre per il futuro dei bambini autistici. Nella scuola italiana, che da lunghi anni accoglie tutti i bambini, qualunque sia la loro condizione, si è stratificato un ampio bagaglio di conoscenze e di saperi che meritano di essere valorizzati e organizzati secondo modalità che rendano possibile anche alla Sanità l’approfondimento delle proprie proposte in un confronto aperto e rispettoso delle specificità di ciascuno.
Poiché quanto contenuto nella presente non è né può essere definitivo né conclusivo, si valuterà l’opportunità di fornire successivi dettagli, integrazioni e informazioni in relazione a quanto di utile verrà via via individuato.
Il Dirigente dell'USR
Stefano Versari
| Per informazioni e approfondimenti |
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| fonte | USR - Emilia-Romagna |
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| creato | mercoledì 19 novembre 2008 |
| modificato | mercoledì 19 novembre 2008 |

