Autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo

L’Ufficio Scolastico Regionale ha diffuso alcuni suggerimenti operativi sul tema dell’integrazione scolastica degli allievi certificati per autismo o disturbi generalizzati dello sviluppo.

In una nota, di cui di seguito è riportato un estratto, il Dirigente dell’USR Stefano Versari, espone le motivazioni e gli obiettivi di una ricerca indirizzata a fornire gli spunti operativi e di sostegno a scuole e famiglie e nella direzione di un'efficace collaborazione con la Sanità.

 

In allegato sono riportati i suggerimenti operativi forniti da questa ricerca e la versione integrale della nota di Versari. 

 

Da  alcuni  anni  questo Ufficio (USR)  sta  approfondendo  il  tema  dell’integrazione  scolastica  degli  allievi certificati  per  autismo  o  disturbi  pervasivi  dello  sviluppo  (DPS),  a  partire  dalla  rilevazione  delle certificazioni  rilasciate  dalla  Sanità  alle  famiglie  in  base  alla  Legge  104/92  ed  agli  Accordi  di Programma  provinciali  e  dalle medesime  famiglie  consegnate  alla  scuola  per gli adempimenti di competenza.
 
I dati e le analisi delle rilevazioni delle certificazioni di autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo effettuata  sono  pubblicate  sul  sito  Internet  di  questa  Direzione  Generale  all’indirizzo
http://www.istruzioneer.it  , settore “Integrazione handicap”
 
Gli alunni con diagnosi di autismo o DPS, censiti in regione nell’anno scolastico 2006-2007 sono stati 822. Per  la rilevazione del 2007-2008,  i cui dati sono in corso di elaborazione, si è deciso di esaminare anche le diagnosi ritenute “affini”, con l’intento di comprendere l’effettiva incidenza dell’autismo e dei DPS sul  totale della popolazione scolastica, anche  in considerazione del fatto che  le statistiche epidemiologiche  internazionali  suggeriscono  range  più  alti  di  quelli  riscontrati  (diagnosi  “attese” per l’intero spettro autistico intorno a 1.400 alunni).
 
Rimanendo  in  Emilia-Romagna,  si  è  in  presenza  di  un  rilevante  gruppo  di  allievi  con  quadri diagnostici severi, caratterizzati da difficoltà particolarissime, che richiedono alla scuola specifiche modalità  di  organizzazione,  una  rigorosa  pianificazione,  la  scelta  di  didattiche  e metodologie puntuali e di non facile strutturazione.
 
Negli  ultimi  due  anni  questo  Ufficio  ha  scelto  di  indirizzare  i  limitati  fondi  disponibili  per  la formazione dei docenti sul problema dell’integrazione degli allievi con handicap gravi o gravissimi, sollecitando anche l’approfondimento del supporto che le nuove tecnologie possono fornire. Sono in corso sperimentazioni (ad esempio nell’ambito del progetto nazionale “ICARE”) e ricerche didattiche per approfondire queste tematiche.
 
Questo Ufficio si è posto il problema di come poter supportare l’azione delle Istituzioni Scolastiche
per fronteggiare al meglio possibile i particolari bisogni degli allievi con autismo o DPS. 
 
Si  è  quindi  deciso  di  effettuare  una  ricerca  nel  Web  per  individuare  innanzi  tutto  le  linee  di intervento attuate nei paesi di lingua anglosassone, che già da tempo si stanno confrontando con il problema dell’autismo e dei DPS anche in campo educativo e non soltanto nell’ambito della ricerca medica (sulla causa o sulle cause) e di quella  diagnostica.
 
Si  è  quindi  provveduto  a  individuare  e  a  prelevare  dai  vari  siti  Internet  istituzionali,  le Linee  di intervento, i documenti di riflessione e di pianificazione, le migliori pratiche ed in alcuni casi anche le Leggi molti Stati nazionali e federali, il cui elenco è riportato in allegato alla presente nota, e nel quale si indicano anche gli indirizzi dei siti Internet in cui sono pubblicati.
 
La ricerca documentale, effettuata da Graziella Roda, docente in servizio presso questo Ufficio, ha
fornito  la  base  di  elaborazione  dei  suggerimenti metodologico-didattici  allegati  alla  presente,  che sono stati condivisi dal dirigente tecnico Raffaele Iosa, incaricato dell’area. 

Ovviamente, non vi è alcuna pretesa di fornire un quadro completo delle fonti disponibili (che sono
innumerevoli)  né  di  garantire  risposta  adeguata  alle  singole  situazioni,  compito  ineludibile  di ciascuna scuola e di ciascun docente.
 
Né  certamente  si  pensa  di  aver  tracciato,  con  gli  allegati  a  questa  nota,  il  modo  migliore  per affrontare  i  problemi  didattico-educativi  dei  bambini  autistici,  dal  momento  che  questo  tema  è oggetto di ricerca.
 
Si  spera  semplicemente  che  una  scuola  che  in  questo  anno  scolastico  si  trovi  di  fronte  ad  un bambino  autistico  e  sia  in  difficoltà,  possa  velocemente  trovare  nelle  fonti  qui  citate  un  primo orizzonte  di  studio  e  di  ricerca,  e  degli  spunti  validi  che  dovranno  poi  essere  ulteriormente approfonditi e “puntualizzati” sullo specifico allievo ed in relazione alle diverse situazioni, partendo dal presupposto che, ove non sia possibile assicurare tutto l’ipotetico perfetto, è comunque doveroso fare il possibile al meglio.
 
Con la presente, infine,  si vuole richiamare l’importanza della collaborazione stretta, leale e fattiva che deve  stringersi  tra  famiglia,  scuola e  sanità. Al di  là degli adempimenti  formali previsti dagli accordi di programma provinciali, soltanto la costituzione di un vero gruppo di lavoro, ben integrato e cooperante, può rendere fattiva la speranza di essere utili al bambino autistico.  

Inoltre  si  ritiene  fondamentale  favorire  la  diffusione  di  una  ampia  pratica  di  collaborazione scientifica  tra  Scuola  e  Sanità,  proprio  in  considerazione  del  fatto  che  gli interventi educativi,puntuali, precoci ed efficaci,  costituiscono  al momento  l’unica  vera  speranza  che  si  offre  per  il futuro  dei  bambini  autistici.  Nella scuola italiana,  che  da  lunghi  anni  accoglie  tutti  i  bambini, qualunque sia  la  loro condizione, si è stratificato un ampio bagaglio di conoscenze e di saperi che meritano di essere valorizzati e organizzati  secondo  modalità  che  rendano  possibile  anche  alla Sanità l’approfondimento delle proprie proposte in un confronto aperto e rispettoso delle specificità di ciascuno.
 
Poiché quanto contenuto nella presente non è né può essere definitivo né conclusivo, si valuterà l’opportunità di fornire successivi dettagli, integrazioni e informazioni in relazione a quanto di utile verrà via via individuato. 


Il Dirigente dell'USR

Stefano Versari

Proprietà dell'articolo
fonteUSR - Emilia-Romagna
creatomercoledì 19 novembre 2008
modificatomercoledì 19 novembre 2008