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  • Foto © Gaia Levi

Nidi, la legge 1044 compie 40 anni. I risultati raggiunti in regione

L'Emilia-Romagna, con 39.693 posti, è prima nell’offerta. 1.217 le strutture, educative, integrative e sperimentali

Sono 1217 in Emilia-Romagna le strutture che offrono Servizi educativi per la prima infanzia,  un insieme che comprende servizi tradizionali, integrativi e sperimentali (dati riferiti all’anno educativo 2010-2011).  39.693 in tutto i posti per piccoli nella fascia 0-3 anni, pari al 31,5% dei bambini residenti di questa età, a fronte della media nazionale del 17%, mentre l’obiettivo europeo è fissato al 33%.

Il trend dell’offerta regionale dei posti ha registrato negli ultimi anni una costante crescita: 23,9% nell’anno 1995-1996;  28,1% nel 2006-2007, 29,5% del 2008-2009, 30,3% dell’anno 2009-2010.

Nel dettaglio, i servizi educativi comprendono nidi d’infanzia e micronidi, per 985 strutture complessive. Si tratta di servizi educativi e sociali di interesse pubblico, aperti a tutti i bambini e le bambine in età compresa tra i tre mesi e i tre anni. La ricettività minima e massima del nido d’infanzia sia a tempo pieno che a tempo parziale è fissata rispettivamente in 21 e 60 posti bambino, fino ad un massimo di 69 posti bambino, in presenza di determinati standard strutturali. I nidi d’infanzia, in relazione alla ricettività, possono essere definiti micronidi, sia a tempo pieno che a tempo parziale, e possono ospitare da 6 a 20 bambini.

I servizi integrativi comprendono invece 77 Spazi bambini e 90 Centri per bambini e genitori. I primi offrono accoglienza giornaliera ai bambini in età compresa tra i 12 e i 36 mesi, affidati ad educatori, per un tempo massimo di cinque ore giornaliere, consentendo una frequenza diversificata, in rapporto alle esigenze dell'utenza, secondo modalità stabilite di fruizione. A differenza di quanto avviene per il nido d’infanzia, all’interno dei servizi integrativi non è prevista la somministrazione di pasti, ma  può essere prevista la merenda. I Centri per bambini e genitori invece offrono accoglienza ai bambini insieme ai loro genitori, oppure adulti accompagnatori, in un contesto di socialità e di gioco per i bambini ma anche di incontro e comunicazione per gli adulti.

Infine, i servizi sperimentali, che comprendono 65 educatrici familiari e domiciliari, oppure piccoli gruppi educativi. L’Educatrice familiare si realizza tramite un accordo tra alcune famiglie con bambini di età inferiore ai tre anni che decidano di mettere a disposizione uno dei loro domicili, ovvero uno spazio domestico adeguato, per l'affidamento dei figli in modo stabile e continuativo a educatori con specifiche caratteristiche professionali e appositamente formati a questo scopo. La ricettività massima è di 3 bambini. L’educatrice famigliare deve possedere un titolo di studio identico all’educatore del nido d’infanzia ma dal 2013 sara’ necessaria un laurea breve specifica. L’Educatrice domiciliare svolge invece l'attività in uno spazio dedicato all'interno del proprio domicilio o in locali messi a disposizione dal Comune o da un altro ente. La ricettività massima in questo caso è di 5 bambini ed è necessario un titolo di studio identico all’educatore del nido d’infanzia.

In questo quadro è interessante mettere in luce l’esperienza dei nidi aziendali, 20 nel territorio, di cui l'ultimo, Filonido, è stato attivato nel settembre del 2011, proprio nei pressi della sede della Regione Emilia-Romagna.  Filonido è una struttura interaziendale, aperta ai figli dei dipendenti di Regione Hera, Legacoop, Unipol e Comune di Bologna, per le famiglie residenti nel quartiere San Donato.

Proprietà dell'articolo
fonteE-R Sociale
creatomercoledì 7 dicembre 2011
modificatomercoledì 7 dicembre 2011