dimensione del testo
ti è stata utile questa pagina?
Rapporto sull’educazione nell’Unione Europea
Dallo studio, presentato il 19 aprile 2011 a Bruxelles, emerge che la situazione dal 2000 al 2010 è migliorata, anche se non tutti gli obiettivi sono stati ancora pienamente raggiunti
Come va l’istruzione nei paesi dell’Unione europea? Negli ultimi 10 anni ci sono stati dei miglioramenti? A questa e ad altre domande simili ha dato una risposta il Rapporto sull’educazione nell’Unione europea presentato il 19 aprile a Bruxelles. Dallo studio emerge che la situazione dal 2000 al 2010 è migliorata in quasi tutti i Paesi europei anche se molti degli obiettivi fissati non sono stati pienamente raggiunti.
Ma c’è ancora tanto da fare e la Strategia Europa 2020 punta a migliorare ulteriormente le performance dei Paesi nel settore dell’istruzione allo scopo di garantire all’UE una crescita economica sostenuta e competitiva per i prossimi 10 anni.
Il rapporto ha preso in esame diversi settori dell’istruzione: dispersione scolastica, capacità di lettura e comprensione di un testo, laureati in materie matematiche e scientifiche, numero di adulti che partecipano ad attività di istruzione e formazione e così via.
In particolare è cresciuto del 37% il numero di studenti europei che hanno conseguito una laurea in matematica, scienze e tecnologia ben al di là del 15% come obiettivo. Un po’ meno entusiasmante il risultato ottenuto in tema di dispersione scolastica, piaga che affligge gran parte dei Paesi europei e che interessa 1 studente su 7, passando dal 17.6% del 2000 al 14.4% del 2009. E l’Italia non è rimasta a guardare in questo settore, passando dal 25.1% del 2000 al 19.2% del 2009.
Sebbene, come dicevamo, molti degli obiettivi fissati nel 2000 non siano stati tuttora raggiunti, la Commissione europea non demorde e rilancia con gli obiettivi del 2020 a patto che non vengano fatti tagli alle voci dell’istruzione dei bilanci degli Stati membri. Come ha affermato la commissaria europea all’istruzione, Androulla Vassiliou “La spesa per l'istruzione è un buon investimento per l'occupazione e la crescita economica e si ripaga nel lungo periodo. In tempi di restrizioni finanziarie dobbiamo però assicurare che le risorse siano usate nel modo più efficiente possibile”.
| fonte | Commissione Europea |
|---|---|
| creato | venerdì 29 aprile 2011 |
| modificato | lunedì 2 maggio 2011 |

