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Lotta libera
I giovani in prima linea contro la mafia: il caso del Parco naturale dello Stirone a Salsomaggiore (Parma) nel magazine televisivo istituzionale della Regione Emilia-Romagna "Vista da vicino". Online il video della puntata
L'esperienza di un campo giovani nel Parco Naturale dello Stirone in un'area strappata alla mafia nei pressi di Salsomaggiore (Parma) è stata protagonista della puntata "Lotta libera" di Vista da vicino, il magazine televisivo a carattere istituzionale indirizzato alla comunicazione dell'attività della Regione Emilia-Romagna. Il riutilizzo dell'area a scopi didattici riguardanti la cultura della legalità è uno degli effetti della legge della Regione Emilia-Romagna del 9 maggio 2011, nata per prevenire l'infiltrazione e il radicamento mafioso.
"Il 9 maggio di quest'anno - spiega nel video Ermanno Muolo, giornalista e voce narrante - la Regione Emilia-Romagna ha approvato una nuova legge che riguarda la lotta alla mafia. Lo scopo e' prevenire l'infiltrazione criminosa in regione, monitorando il problema, con un apposito osservatorio permanente, facendo importanti iniziative di comunicazione e prevenzione soprattutto nelle scuole e agevolando il riutilizzo dei beni confiscati, perche' tornino alla società. A Salsomaggiore Terme - prosegue Muolo - si tiene il primo campo di volontariato e studio organizzato da Libera su un bene confiscato, un podere di 10 ettari nei confini del Parco naturale dello Stirone."
Sergio Tralongo, direttore del Parco Stirone, evidenzia nel corso dell'intervista che "l'area didattica del centro è stata intitolata a Renata Fonte, una vittima di mafia" e Giuseppe la Pietra, referente di Libera Parma, commenta così l'impegno dimostrato dai giovani coinvolti in questo progetto: "ieri una ragazza ha detto: io sono venuta perchè a 18 anni devo fare qualcosa per me e per gli altri."
"Questi beni confiscati sono costati innanzitutto il sangue dei nostri cari e poi paradossalmente sono diventati il simbolo del potere dei mafiosi - conclude Viviana Matrangola, filgia di Renata Fonte - La vera arma per combattere la mafia è proprio quella di sottrarle i beni, sottrarle i simboli di controllo del territorio: restituisce il senso, restituisce alla collettività il maltolto, qualcosa che è stato tolto con la forza, con la violenza."
Renata Fonte si batteva in Puglia per difendere il parco naturale di Porto Selvaggio (LE) dalla speculazione; ottenuta un'apposita legge di tutela del parco, diviene assessore comunale e continua la sua lotta per la legalità, ma si attira sempre più nemici nella malavita organizzata collusa con la politica. La notte del 30 marzo 1984 viene uccisa con tre colpi di pistola mentre raggiunge casa.
| fonte | InformER |
|---|---|
| creato | mercoledì 9 novembre 2011 |
| modificato | mercoledì 9 novembre 2011 |

