Un excursus storico

Dal manifesto per l'integrazione ai nuovi modelli di apprendimento: il lungo cammino della regione Emilia-Romagna per l'integrazione tra scuola e formazione professionale

IL MANIFESTO PER L'INTEGRAZIONE
L'integrazione tra le due culture consente di migliorare il raggiungimento di competenze di base, tecniche e relazionali
Autore: Giulia Antonelli

LA PEDAGOGIA DELL'INTEGRAZIONE
Pubblicate in un volume alcune riflessioni sulla pedagogia dell'integrazione
Autore: Giulia Antonelli

L'INTEGRAZIONE RACCONTATA
Viaggio dei giovani, della scuola, della formazione, dell`università, delle imprese per un nuovo modo di apprendere e cooperare
Autore: Redazione ScuolaER

IL PREMIO REGIONANDO A IL VIAGGIO DELLA SCELTA
Al Forum della PA di Roma è stato premiato il progetto Il viaggio della scelta
Autore: Giulia Antonelli

IL SISTEMA DELL'EDUCATION
La presentazione del nuovo volume, a cura di Giulia Antonelli e Paola Armaroli del servizio Scuola e Università, sui nuovi modelli di apprendimento
Autore: Formazione, Lavoro, Scuola e Università Assessorato

L'INTEGRAZIONE
L`integrazione possibile - L'integrazione fattibile
Autore: Giulia Antonelli

IL MANIFESTO PER L'INTEGRAZIONE

L'integrazione tra le due culture consente di migliorare il raggiungimento di competenze di base, tecniche e relazionali. Istruzione scolastica, formazione professionale, mondo del lavoro sono insieme interpellati da una moderna cultura professionale a condizione che ognuno accetti di mettersi in discussione e modificarsi per raggiungere obbiettivi comuni, da sperimantare insieme
Autore: Giulia Antonelli

L'Europa ha iniziato nell'1989 a parlare di competenze e a spostare l'attenzione sui meccanismi di mutuo riconoscimento delle attestazioni rilasciate per incentivare la mobilità dei lavoratori, arrivando a definire con tre successive Direttive, il Terzo Sistema Generale. I principi che vi si affermano sono due:

  1. i meccanismi di riconoscimento devono essere interpretati nel modo più favorevole alla persona;
  2. le attestazioni di competenza sono rilasciabili in seguito ad un "apprezzamento delle qualità personali, delle attitudini o delle conoscenze del richiedente da parte di un'autorità, senza preventiva formazione", che altro non è se non il principio più volte affermato dal sistema integrato e sancito dalla normativa, della valorizzazione e capitalizzazione delle competenze di un soggetto, comunque e dovunque acquisite, opportunamente validate e certificate, per costituire un credito spendibile.

Questo il principio, serve darvi corpo e sostanza perché riesca a tradursi in effettiva valorizzazione per le persone e conseguente fruibilità da parte del contesto economico. E' questo che dovremo cercare di rendere operativo: competenze, conoscenze e abilità che le persone potranno dimostrare di possedere devono poter essere spese a prescindere dal sistema in cui sono state acquisite, in quanto ogni sistema deve adottare reciprocità di riconoscimento. Se è vero che siamo al centro di una azione formativa comune, se è vero che questo concetto di passerelle non verrà completamente smontato neanche dalla nuova riforma, se è vero che serve essere adattabili, che il mondo del lavoro chiede una persona che pensa, se è vero che non occorre che Scuola, Università, Formazione abdichino al loro ruolo primario che è quello di garantire all'individuo il diritto all'apprendimento - ognuno secondo la propria mission - se è così, noi abbiamo uno strumento che potrebbe fare da cerniera a tutte queste diverse ma non contrapposte esigenze: il sistema integrato.

Il livello di teorizzazione è sufficientemente avanzato, esistono dispositivi, modelli pedagogici, la catena del valore, l'impresa riconosce la necessità di rivolgersi ai tre sistemi (scuola, università, formazione) ed intende la formazione come volano per la propria crescita, si sono sperimentate molte iniziative, ma ancora non si può parlare di sistema generalizzato e persistono molte frange di diffidenza. E' in questo senso che a volte è più utile mascherare tale difficoltà dietro la dissertazione sulle differenze terminologiche e linguistiche dei concetti principali, piuttosto che studiare congiuntamente l'operatività dei protocolli per dare spendibilità e diritto vero di cittadinanza alle competenze delle persone.

Questo manifesto è il simbolo della collaborazione tra sistema dell'istruzione e sistema della formazione professionale, che insieme hanno maturato riflessioni teoriche ed iniziative formative comuni per realizzare il sistema dell'education. Il diritto all'apprendimento passa attraverso la qualità dei servizi offerti ed alla reciprocità del riconoscimento dei sub-sistemi coinvolti e rende concretamente spendibile il credito formativo per continuare il percorso culturale e professionale ovunque ci si rivolga: scuola, formazione, mercato del lavoro.

Un manifesto serve per fare il punto a cui si è arrivati nella condivisione concettuale ed operativa e per informare e sensibilizzare, affinché i risultati di una complessa collaborazione possano arrivare come messaggio forte ai propri target di riferimento, uscendo dai ristretti confini degli "addetti ai lavori".

L'integrazione è contenuta nei dati seguenti, che ne ripercorrono la strada e ne rilanciano le opportunità. Questa pubblicazione è di fatto un contributo per:

  • indicare il cammino percorribile in futuro, a tutti coloro che, persone prima che lavoratori, vogliano formare, perfezionare, aggiornare continuamente le proprie competenze lungo tutto l'arco della vita
  • sottolineare agli operatori del sistema dell'education come sia più facile, nonostante le difficoltà operative, raggiungere la doppia finalità di valorizzare la persona umana ed il lavoro a ciò dedicato, attraverso l'integrazione.

Chi fosse interessato a consultare il Manifesto per l'Integrazione nella sua forma originaria ed originale, può scaricare il file PDF allegato. 

 

LA PEDAGOGIA DELL'INTEGRAZIONE

Pubblicate in un volume alcune riflessioni sulla pedagogia dell'integrazione
Autore: Giulia Antonelli

Nel mese di novembre 2002 è stato pubblicato dalla Franco Angeli un volume, di cui sono disponibili copie presso il Servizio Politiche dell’Istruzione e dell’Integrazione tra Sistemi, che sviluppa alcune riflessioni sulla pedagogia dell’integrazione. Si riportano di seguito i contenuti del frontespizio e del retro della copertina, con l’intento di allargare la discussione su un tema caldo e sicuramente strategico per il sistema integrato della formazione in Emilia-Romagna.

RIPENSARE AD UN MODELLO PEDAGOGICO PER LA FORMAZIONE INTEGRATA

Il valore dell’esperienza
A cura di: Giulia Antonelli e Giancarlo Sacchi
Prefazione: dell’Assessore regionale Mariangela Bastico
Contributi: Giulia Antonelli , Paola Armaroli, Lucio Guasti, Guglielmo Malizia, Lubiano Montaguti, Enzo Morgagni,  Giuseppe Morsia, Carlo Nanni, Giancarlo Sacchi, Guido Sarchielli, Piero Tamburini

La presente pubblicazione rappresenta le conclusioni del seminario di lavoro del 23/11/2001 tenutosi in Regione con alcuni esperti universitari e con testimoni del processo di integrazione avviato sul nostro territorio da alcuni anni, che riassumono ed esemplificano come nella RER sia possibile parlare di un vero e proprio modello pedagogico dell’integrazione, che emerge dall’insieme delle “buone pratiche” che hanno segnato il progressivo impegno di agenzie formative, istituzioni scolastiche, università ed imprese a sperimentare in modo condiviso non solo percorsi formativi, ma l’insieme dei dispositivi per l’integrazione.

La pubblicazione costituisce una sorta di primo punto fermo e divulgativo di come l’integrazione, se correttamente interpretata ed applicata all’offerta formativa, dia come risultato un modello complementare di pedagogia dell’apprendimento.

Il momento di particolare incertezza e di revisionismo che stiamo attraversando, rende strategico questo sforzo di sintesi e teorizzazione, per sottolineare l’importanza della strada intrapresa da questa  Regione sulla via della condivisione tra Istituzioni che si occupano di education, in forza dei risultati in termini di processo e di prodotto di cui usufruiscono le persone cui vengono rivolte le azioni formative così concepite.

Le esperienze a partire dalle quali si è dedotto il modello pedagogico, sono quelle relative a:

  • obbligo formativo: ENAIP Piacenza
  • formazione continua: IAL

Alla riflessione critica hanno contribuito:

  • Guido Sarchielli, psicologia del lavoro, Università di Cesena,
  • Lucio Guasti, didattica generale, Università Cattolica di Piacenza,
  • Carlo Nanni, filosofia dell’educazione, Università Salesiana di Roma,
  • Enzo Morgagni, sociologia dell’educazione, Università di Bologna,
  • Guglielmo Malizia, organizzazione della formazione, Università Salesiana di Roma, Coordinamento tecnico organizzativo di Giulia Antonelli e Giancarlo Sacchi

Le considerazioni qui proposte costituiscono la sintesi di un seminario di approfondimento che la Regione ha promosso come prima occasione per riflettere sull’integrazione, esaminando i risultati dell’esperienza sul campo, in termini di dispositivi concreti - cioè essenzialmente innovazione didattica - che hanno cercato di affrontare l’incontro con l’allievo, partendo dalle sue esigenze di apprendimento.

Innovazione didattica che ha puntato alla personalizzazione dei percorsi; a rendere possibile la contaminazione della cultura con le culture professionali; a trovare soluzioni concrete per rispondere ai bisogni diversificati degli allievi; a rendere possibile la trasformazione dell’azione formativa a servizio educativo, attraverso l’orientamento, il patto formativo, la flessibilità dei contenuti. Quindi un insieme di strumentazione che si vorrebbe poter definire un modello pedagogico, non alternativo, ma complementare a quello che la didattica dell’istruzione ha fino ad ora adottato.

Questo materiale è stato esaminato da sei testimoni “privilegiati” di ambito accademico, con competenze di riferimento particolari: é stato interpellato il Prof. Guido Sarchielli, di ambito psicologico; il Prof. Lucio Guasti, dal punto di vista delle sue competenze nella didattica generale nell’Università Cattolica; il Prof. Morgagni sociologo dell’educazione, il Prof. Minardi, sociologo; il Prof. Carlo Nanni, filosofo dell’educazione  e il Prof. Guglielmo Malizia, sociologo ed esperto di organizzazione della formazione, entrambi dell’Università Salesiana di Roma

Il compito di approfondimento e riflessione proposto, ha l’intenzione di rispondere alle seguenti domande:

  1. la filiera degli interventi che viene proposta può reggersi su una didattica e su un’organizzazione dell’agenzia formativa centrata sulla personalizzazione del percorso formativo?
  2. la personalizzazione del processo formativo può essere una categoria interpretativa di tutti quei segmenti d’intervento che a vario titolo, con vari soggetti e con varie legittimazioni ci si appresta e si sta sviluppando in questo periodo?
  3. La personalizzazione è una categoria trasversale che può essere usata come fattore unificante e quindi sviluppata come proposta pedagogica rispetto all’insieme delle filiere formative?
  4. Una puntualizzazione dell’asse pedagogico-didattico, può favorire l’integrazione dei sistemi formativi, in particolare scuola e formazione professionale?

La recente normativa propone e favorisce un ritorno all’indipendenza dei sistemi, ma questo lavoro sottolinea come l’elemento pedagogico interno è destinato a rimanere, perché coloro che fanno formazione, continuano a farla secondo una logica integrata ed allievo-centrica, indipendentemente dal contenitore politico nel quale questa logica viene ad esprimersi.

Dunque questa è la proposta educativa che comunque continuerà a legare -  dal punto di vista formativo - i due canali, anche se politicamente il governo di entrambi sarà posizionato su soggetti diversi.

 

L'INTEGRAZIONE RACCONTATA

Viaggio dei giovani, della scuola, della formazione, dell`università, delle imprese per un nuovo modo di apprendere e cooperare
Autore: Redazione ScuolaER

Un seminario per parlare, per confrontarsi, per narrare tutta la ricchezza di proposte, tentativi, sperimentazioni, laboratori, iniziative, creazioni, prodotti alla cui realizzazione in questi anni tanti e vari attori hanno contribuito. Poiché la cultura dell'integrazione è prima di tutto consapevolezza di non bastare, ma anche coscienza di non essere soli, proviamo a contarci, proviamo a raccontarci, cerchiamo di farlo con semplicità e chiarezza, affinché LE ISTITUZIONI ascoltino da vicino, rilancino la sfida, migliorino la strada che conduce all'integrazione tra sistemi.

Mettiamo in scena le tante espressioni dell'integrazione, raccontate dai protagonisti, facciamo emergere e condividere la ricchezza delle diverse esperienze, senza dimenticare la fatica e le difficoltà che ne accompagnano la costruzione, nella certezza tuttavia che è più difficile tornare indietro piuttosto che andare avanti. Lo facciamo a teatro, con modalità non consuete, drammatizzando per sdrammatizzare, semplificando senza banalizzare.

 

IL PREMIO REGIONANDO A IL VIAGGIO DELLA SCELTA

Al Forum della PA di Roma è stato premiato il progetto Il viaggio della scelta
Autore: Giulia Antonelli

Il viaggio della scelta, tra Scuola Formazione e Lavoro nella libertà dell'integrazione ha vinto la quinta edizione del premio Regionando dal titolo Le Regioni e i Giovani: formazione, orientamento, lavoro del Forum della pubblica amministrazione in corso a Roma.

La premiazione, come vincitore assoluto per la sezione Campagne di Informazione rivolte ai giovani, si è svolta il 6 maggio. Il convegno-spettacolo, presentato il 19 gennaio scorso al Teatro Diego Fabbri di Forlì, è stato realizzato con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Forlì-Cesena, dell'Associazione degli enti di Formazione del Progetto ITACA e di alcuni Istituti superiori di Forlì e Cesena.

Il Convegno ha ripreso lo stile arioso e coinvolgente del precedente appuntamento del marzo 2001, L'integrazione raccontata, grazie a un forte coinvolgimento dei protagonisti diretti dell'esperienza (alunni, presidi, insegnanti, coordinatori dei corsi, tutor), a un linguaggio comunicativo semplice e comprensibile che parlasse al cuore e non solo alla testa del pubblico presente, a colpi di scena a effetto (attraverso l'uso della rappresentazione teatrale, della musica, delle immagini), alla partecipazione attiva di tutti i presenti che ha fatto si che il pubblico diventasse attore e gli attori pubblico. Il tema portante dello spettacolo ha riguardato l'integrazione tra sistemi formativi, sicuramente una politica regionale. Integrazione rimanda a bandi, finanziamenti, delibere, corsi ed è una parola a volte abusata, che spesso infatti ancora si confonde con il concetto limitato di collaborazione. Integrazione, tuttavia, è consapevolezza che nessuno è detentore del tutto, ma anche certezza di non essere soli.

Dietro le parole e le politiche, dietro le regole e le carte, nondimeno ci sono docenti della scuola (tanti), operatori della formazione e migliaia di giovani con le loro famiglie, adulti e lavoratori che ogni giorno si impegnano a rendere concreto lo sforzo, visibili i risultati, nuova la didattica e che credono nella sfida di un lavoro comune e lo rendono possibile, anche attraverso il difficile esercizio della passione e dell'umiltà. E' su tale certezza che l'iniziativa Il viaggio della scelta ha fondato i propri presupposti, ribaltando le regole tradizionali con le quali in genere l'istituzione pubblica comunica i propri risultati. È infatti consuetudine organizzare convegni nei quali l'amministrazione si rivolge ad un pubblico di addetti ai lavori, con il gergo tecnico che le è proprio, sostanzialmente per informare degli obiettivi raggiunti.

Si è allora cercato di invertire lo schema conosciuto, facendo in modo che fossero i protagonisti del processo di integrazione a parlare alle istituzioni, a indicare punti di forza ed esigenze di miglioramento del processo, a rendere visibile il grande lavoro svolto dietro le quinte, affinché concetti come stage, lezioni integrate, orientamento, competenze, crediti assumessero i contorni di azioni concrete e nuove, di attività che dessero il senso del cambiamento sia nel pro-cesso sia nei prodotti, percepibili come valore aggiunto, una valore aggiunto che aiuti a trasformare la cultura, scolastica o formativa, in una CHIAVE DEI SAPERI SCONOSCIUTI. Questo è l'obbligo formativo integrato, o meglio l'opportunità formativa inte-grata, che nel convegno è stata rappresentata dai protagonisti: gli allievi e le loro famiglie, i docenti e gli esperti delle scuole e delle agenzie formative, gli imprenditori del nostro territorio.

Per ottenere tale obiettivo, si è liberato il linguaggio, rendendolo semplice e diretto, seppure non banale, "teatralizzando" le esperienze con l'ausilio dei ragazzi della Scuola di Teatro di Bologna. Infatti, come metafora del viaggio che i giovani intraprendono per affrontare con con-sapevolezza le scelte difficili dell'età che attraversano e per soddisfare le esi-genze di un mondo che chiede molto ma spesso li ascolta pochissimo, si è chiesto aiuto a Omero e alla sua poetica. Gli studenti si sono quindi trasformati in tanti Ulisse alla scoperta delle isole dell'apprendimento:

  • la scuola o "isola di Calipso" (il luogo che li accoglie e li educa alla co-noscenza);
  • il lavoro o "isola di Nausicaa" (il mondo del lavoro che svela il mondo reale);
  • la formazione o "isola di Eolo" (la formazione professionale che fornisce loro strumenti di interpretazione della realtà).

I docenti sono invece diventati Atena che consiglia e supporta mentre il Concilio degli Dei (Istituzioni ed esperti) ha ascoltato e risposto, cercando nel teatro e nell'avvicendarsi degli episodi spettacolarizzati la concretezza dei propri interventi e l'individuazione della strada futura. I suonatori e il banchetto finale - a cura della Scuola di Ristorazione di Cesenatico - hanno evidenziato, inoltre, come si possano trovare serietà e occasione di scambi reali anche attraverso modalità inusuali e ludiche, lasciando che coloro che ogni giorno sono chiamati dal sistema ad uniformarsi a nuove impostazioni si sentano parte attiva e non passiva del cambiamento. Ecco allora che integrazione diventa una cosa viva, reale; è impegno, lavoro, sforzo di uscire dagli schemi confortanti ma condizionanti del già visto, già utilizzato, sia da parte della scuola sia dell'istruzione e del mondo del lavoro.

Il premio assegnato è dunque un premio a tutti coloro che credono nella cultura dell'integrazione, ma anche un riconoscimento per un modo nuovo di concepire la comunicazione pubblica, perché troppo spesso si confonde la serietà dell'argomento con la seriosità dello strumento, l'importanza di un risultato conseguito con la rilevanza degli interlocutori coinvolti, rischiando quel distacco dai cittadini, che giustamente anche nello slogan di questa edizione del FORUM P.A. – veloci e vicine – si vuole evitare.

 

IL SISTEMA DELL'EDUCATION

La presentazione del nuovo volume, a cura di Giulia Antonelli e Paola Armaroli del servizio Scuola e Università, sui nuovi modelli di apprendimento
Autore: Formazione, Lavoro, Scuola e Università Assessorato
Autore: Giulia Antonelli

L'integrazione deve essere intesa come offerta di molteplici opportunità date alle persone per la formazione delle competenze necessarie alla occupabilità, acquisibili in diversi contesti, ma certificabili in uno dei tre sistemi: istruzione, formazione, lavoro. Pertanto i tre sistemi devono interagire non solo in forma di collaborazione, cooperazione, ma esercitare le proprie specificità di contesto, di valori, di obiettivi in modo complementare.

La gestione del percorso e le modalità di riconoscimento devono essere comuni e reciproci, per consentire agli utenti risultati misurabili, capitalizzabili e spendibili, in qualsiasi sub-sistema si intenda proseguire l'integrazione della propria preparazione tecnica e culturale o il suo immediato utilizzo in termini di inserimento lavorativo. Se serve integrare occorre individuare competenze che possano essere spese in contesti diversi da quelli nei quali sono state formate, rendendo fruibili le passerelle.

L'integrazione così concepita deve pertanto fare riferimento ad un SISTEMA, che si costituisce come tale, con tre passaggi culturali, politici e tecnici, quali:

  • una riflessione teorica comune
  • una forte relazione tra istituzioni (condivisione del processo)
  • un insieme di dispositivi condivisi (condivisione del prodotto)

Le filiere di questo SISTEMA INTEGRATO sono:

  • Nuovo Obbligo Scolastico
  • Nuovo Obbligo Formativo
  • Apprendistato
  • Formazione Integrata Superiore (FIS)
  • Formazione e Istruzione Tecnico Superiore (IFTS)
  • Percorsi universitari integrati
  • Formazione continua
  • Formazione permanente
  • Educazione degli adulti (EDA)

Il Sistema integrato a mobilità orizzontale e verticale diventa SISTEMA DELL'EDUCATION. Per offrire elementi utili alla riflessione comune, aperta ad ulteriori integrazioni, il Servizio ha elaborato un documento in progress che costituisce una prima sintesi del dibattito in corso nel sistema, che ha come oggetto le tematiche afferenti l`accezione della nuova società dell`apprendimento. Nella consapevolezza che per fare sistema occorre dapprima sistematizzare i vari pezzi dell`innovazione, che attraversano in maniera trasversale i diversi soggetti a vario titolo coinvolti ed in seguito chiamare ad una condivisione critica dei concetti sottesi, il documento in questione si pone come strumento di diffusione e confronto, per passare dall`insieme delle "buone pratiche" al Sistema integrato che anche la recente legislazione indica come non più rimandabile.

Scarica il documento Riflessioni sui nuovi modelli di apprendimento

 

L'INTEGRAZIONE

L'integrazione possibile - L'integrazione fattibile

La problematica inerente la certificazione ed i crediti formativi è tuttora centrale sia in Italia che in Regione; la riflessione teorica è estremamente ricca di suggestioni e riferimenti, il dibattito è vivace e coinvolge quasi tutti gli attori coinvolti, la legislazione offre sufficiente sponda normativa affinché si possano sperimentare dispositivi concreti. Tuttavia al di là delle buone pratiche, occorre ancora trovare un linguaggio comune, una metrica nuova e soprattutto una capacità di registrare i risultati in maniera condivisa.

Per parlare di vera integrazione e non di mera sovrapposizione o di semplice collaborazione tra sistemi, occorre coerenza di obiettivi e la possibilità di usare metodi e risorse con sufficiente flessibilità; finché i soggetti rimangono distinti e non si dà corso ad un nuovo soggetto che gestisca l`area integrata, sarà sempre molto difficoltoso dare concretezza alle finalità dichiarate. Il punto di vista di questa Regione rimane fissato in documenti che si ripropongono alla consultazione, poiché ancora attuali, sebbene non recentissimi, proprio in virtù delle anticipazioni che contengono, relativamente agli approfondimenti teorici ed alle proposte di soluzioni concrete. I documenti in questione sono:

  1. Indicazioni teoriche e strumenti operativi per la certificazione delle competenze ed il riconoscimento dei crediti formativi per il sistema integrato (ottobre 1999)
  2. Glossario integrato (ottobre 1999)
  3. Riflessioni sui nuovi modelli di apprendimento - l'approccio alle competenze; valutazione, riconoscimento, certificazione, crediti formativi, il modello ISFOL per unità formative capitalizzabili, l`integrazione chiave di volta del sistema ( marzo 2000)

Scarica i documenti:

Proprietà dell'articolo
creatovenerdì 11 febbraio 2011
modificatomartedì 15 febbraio 2011