• Fonte: archivio fotografico della Regione Emilia-Romagna

L'integrazione e i documenti

Accordi, progetti di legge, sondaggi, riforme, contributi e riflessioni sulle politiche per l'integrazione tra sistemi in Emilia-Romagna

FEDERALISMO SCOLASTICO IN EMILIA-ROMAGNA
Accordo tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Province e Comuni per il coordinamento ed il governo integrato dell'istruzione, della formazione professionale e della transizione al lavoro
Autore: Gianni Varani

NON UNO DI MENO
Legge Regionale 30 giugno 2003, n. 12. Norme per l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento dell'istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro
Autore: Assessorato Scuola, Formazione, Università, Lavoro e Pari Opportunità

DALLA SCUOLA MI ASPETTO SOPRATTUTTO LE BASI PER CAPIRE, PER ESSERCI
I risultati di un sondaggio tra gli studenti emiliano-romagnoli presentati nel corso dell'audizione plenaria svoltasi a Bologna il 10 dicembre 2002
Autore: Assessorato Scuola, Formazione, Università, Lavoro e Pari Opportunità 

FEDERALISMO SCOLASTICO IN EMILIA-ROMAGNA

Accordo tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Province e Comuni per il coordinamento ed il governo
integrato dell'istruzione, della formazione professionale e della transizione al lavoro
Autore: Gianni Varani

Autonomia della scuola e pluralità dell'offerta formativa, pur nel rispetto di un quadro di regole nazionali. E' questa la via emiliano-romagnola al federalismo scolastico di cui oggi a Bologna è stato sancito ufficialmente l'atto di nascita con la firma dell'accordo tra Regione, Ufficio scolastico regionale, Province e Comuni  Per il coordinamento ed il governo integrato dell'istruzione, della formazione professionale e della transizione al lavoro in Emilia-Romagna .

“Oggi abbiamo posto il primo mattone – ha detto il presidente della Regione Vasco Errani - del federalismo scolastico e lo abbiamo fatto tutti insieme, Regione, Enti locali e mondo della scuola per costruire una scuola sempre più vicina alle famiglie e ai giovani e sempre più qualificata“.

l mondo della scuola e della formazione, così come sono stati ridisegnati dalle recenti riforme, si presentano oggi come un insieme di “attori” autonomi tra loro quanto a responsabilità e funzioni, fermo restando il comune ambito regionale di riferimento.

“Questo - ha sottolineato l'assessore regionale alla scuola e formazione professionale Mariangela Bastico - a garanzia della libertà d'insegnamento e della pluralità dell'offerta formativa. Non c'è più una scuola del Ministero o degli Assessorati regionali o comunali, ma c'è la scuola dei docenti, delle famiglie, degli studenti, dentro ad un ordinamento giuridico nazionale in grado di garantire a tutti qualità e pari opportunità”.

Con l'accordo odierno, che operativamente si tradurrà in "patti" interistituzionali su scala provinciale e locale tra Province, Comuni, Comunità Montane, istituzioni scolastiche, enti di formazione e parti sociali, si avviano da subito, e quindi dal prossimo anno scolastico, compiti e funzioni previste ma non ancora compiutamente trasferite, quali ad esempio la definizione del calendario scolastico. Si dà inoltre il via a due fondamentali atti di programmazione: l'assetto organizzativo del nuovo ufficio scolastico regionale, su cui la Regione è chiamata a dare un parere e la programmazione dell'offerta d'istruzione e formazione, a partire dalla definizione degli ambiti territoriali ottimali, da parte della Regione e delle autonomie locali, da raccordare con l'articolazione del nuovo ufficio scolastico.

"L'accordo - ha spiegato il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Emanuele Barbieri - definisce un nuovo quadro tra autonomia scolastica e autonomie locali. Il potenziamento delle autonomie è un fattore decisivo per garantire a tutti i giovani la possibilità di raggiungere elevati livelli culturali".

Le novità dell'accordo

Nasce il Sisco, il sistema informativo scolastico regionale, come strumento basilare per la programmazione dell'offerta, in raccordo con il Sifp (sistema informativo della formazione professionale) ed il Sil (il sistema informativo del lavoro).
Particolare attenzione è assicurata all'organizzazione di strutture di supporto all'autonomia delle scuole, quali i Centri intermedi di servizio (CIS). Aiuteranno dirigenti e insegnanti nei percorsi innovativi introdotti dalla riforma: progetti d'integrazione dei ragazzi extracomunitari, dei disabili, esperienze di formazione e lavoro, elaborazione di progetti didattici e di formazione degli insegnanti. I Centri di servizio potranno essere integrati, cioè a responsabilità congiunta Scuola ed Enti locali, con una dotazione organica composta di personale di entrambi i soggetti, purché svolgenti funzioni tecnico-professionali (non amministrative), inclusi anche insegnanti.
L'accordo promuove inoltre il potenziamento dell'utilizzo delle nuove tecnologie informatiche; la messa a regime dei percorsi ribattezzati Nos (nuovo obbligo scolastico), Nof (nuovo obbligo formativo), Ifts (istruzione e formazione tecnica superiore), Eda (educazione permanente degli adulti); il consolidamento dei sistemi di certificazione dei "crediti" formativi.

Come funzionerà

Con l'accordo, che sarà operativo già dall'anno scolastico entrante e resterà valido per tre anni, nasce la Conferenza permanente per l'istruzione e la formazione, composta dal presidente della Regione, dal direttore generale dell'ufficio scolastico regionale e da 24 rappresentanti indicati pariteticamente dagli enti locali e dal sistema scolastico. L'operatività dell'accordo sarà assicurata da un Comitato esecutivo, composto dal presidente della Regione o un suo delegato, dal direttore generale dell'ufficio scolastico regionale e da 4 membri designati, sempre in maniera paritetica, da Regione, Autonomie locali e ufficio scolastico. Entrambi gli organismi si confronteranno stabilmente con le parti sociali (associazioni imprenditoriali e sindacati) rappresentate dalla CRT la commissione regionale tripartita.L'accordo e le parti che l'hanno sottoscritto definiranno annualmente le risorse per attuarlo.

Scarica il testo dell'Accordo fra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Province e Comuni

 

NON UNO DI MENO

Legge Regionale 30 giugno 2003, n. 12. Norme per l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento dell'istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro
Autore: Assessorato Scuola, Formazione, Università, Lavoro e Pari Opportunità

Una proposta di legge regionale per non lasciare indietro nessuno. Per consentire a tutti i ragazzi e le ragazze di arrivare al diploma o alla qualifica professionale. Per impedire che i giovani della nostra regione siano costretti troppo precocemente - e definitivamente - a scegliere tra l'istruzione o la formazione professionale,  tra un percorso di istruzione e l'avvio al lavoro.

Dopo una consultazione iniziata a fine settembre - che ha visto la partecipazione diretta ad incontri e seminari di oltre 2000 persone - il progetto di legge regionale su scuola e formazione professionale è quasi giunto al traguardo. I tempi dell'approvazione consentiranno l'applicazione delle norme - o comunque una prima sperimentazione delle stesse - già a partire dal prossimo anno scolastico 2003-2004. Il progetto di legge che verrà presentato al consiglio regionale, dalle prime formulazioni ad oggi, ha tenuto conto di quasi 200 tra pareri e osservazioni raccolti nel corso delle audizioni, nonché dei numerosi incontri che si sono tenuti nel territorio.
È stato dunque un lungo percorso, quello del progetto di legge, che ha consentito al testo di arricchirsi, grazie ai contributi dei protagonisti della scuola e della formazione professionale. Gli articoli del pdl sono il frutto di un lavoro collettivo del resto non ancora concluso: è ancora possibile emendare, migliorare. La giunta promuoverà e parteciperà ad incontri per continuare il percorso di ascolto  che l'assessore Bastico ha voluto avviare nell'autunno scorso. "Abbiamo voluto costruire una legge utile e realizzabile  - afferma l'assessore Bastico - che sostenga la scuola e la formazione professionale a raggiungere l'obiettivo, per noi fondamentale,  di innalzare il livello di sapere per tutti e per tutta la vita." O, per dirla col titolo stesso del progetto di legge,  per raggiungere "l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento  dell'istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione fra loro".

Il biennio integrato, alternativa alla scelta precoce e al doppio canale
Il progetto di legge intende accompagnare il percorso dei ragazzi al termine della scuola media con un biennio formativo integrato che, a seconda dell'istituto scolastico prescelto, conterrà insegnamenti di cultura generale, competenze trasversali e contenuti professionalizzanti. Un positivo intreccio tra sapere e saper fare che si basa anche su stage e tirocini, su azioni orientative e percorsi più personalizzati.  "A 13 anni - spiega l'assessore Bastico - è impossibile fare una scelta consapevole circa il proprio futuro. Per questo l'obiettivo del biennio integrato - prosegue l'assessore - non è solo quello di dotare tutte le ragazze e i ragazzi di una cultura di base che possa consentire loro l'apprendimento di saperi che rafforzeranno la loro identità di cittadini consapevoli, ma anche quello di permettere ai giovani di poter cambiare idea, passando dal sistema dell'istruzione a quello della formazione o viceversa. Senza un'offerta formativa integrata di base, chi a 13 anni inizia un percorso nella formazione difficilmente potrà tornare sui suoi passi: troppo onerosi sarebbero i debiti formativi da recuperare per poter rientrare nel sistema dell'istruzione". Con tale percorso, che prevede il reciproco riconoscimento delle competenze acquisite e dei crediti formativi, sarà realisticamente realizzabile un meccanismo di "passerelle" tra un sistema e l'altro. "Il biennio integrato - spiega Bastico - eviterà inoltre la creazione di un doppio canale tra istruzione e formazione, sfuggendo al rischio di creare una scuola di serie A (l'istruzione, ovvero il sistema dei licei) ed una di serie B (le scuole professionali e tecniche)".

L'integrazione tra istruzione e formazione professionale
La strategia di integrazione, finalizzata al superamento dei canali formativi separati tra loro, è uno dei punti caratterizzanti l'intero progetto di legge. È volta a connotare l'offerta formativa attraverso un forte intreccio tra conoscenze teoriche e applicazioni pratiche; a rafforzare il valore della cultura tecnico-professionale e a introdurre metodologie di apprendimento basate su concrete esperienze e sulla conoscenza degli ambienti e dell'organizzazione del lavoro, al fine di rafforzare la formazione alla cittadinanza, la maturazione di scelte consapevoli e le possibilità occupazionali delle persone. L'integrazione è la premessa perché i crediti formativi comunque conseguiti possano essere utilizzati anche in altro percorso formativo, senza ricominciare da zero e senza disperdere gli sforzi compiuti. L'integrazione è elemento presente nell'intero sistema formativo, concretizzandosi sia nell'obbligo formativo, sia nella formazione superiore (IFTS) sia nella formazione post-laurea (master di I° e di II° livello) sia nell'educazione degli adulti.
 
La continuità della didattica
La proposta di legge regionale punta a costruire progetti di continuità tra il nido e la materna, e tra la materna e le elementari, progetti che siano capaci di differenziare i percorsi educativi a seconda dei ritmi individuali di crescita. La stessa idea di continuità viene proposta anche per sostenere i bambini nel passaggio dalle elementari alle medie.  Strumenti importati per realizzare tale continuità sono gli istituti comprensivi, di cui si propone un'ampia diffusione sul territorio regionale, e la progettualità didattica congiunta tra docenti. "Crescere e imparare - commenta l'assessore Bastico - non è una gara, ma viceversa un percorso che deve portare tutti al traguardo. Attraverso la continuità dei cicli didattici vogliamo favorire il rispetto dei ritmi di crescita di ogni bambino".
 
La scuola fuori dalla scuola
Il pdl prevede che anche fuori dalla scuola, in particolare per i ragazzi che si trovano in difficoltà, vengano creati percorsi che li sorreggano nell'apprendimento con il coinvolgimento dei servizi socio-educativi del territorio, del privato sociale e degli enti di formazione. In particolare saranno realizzati progetti di continuità scolastica tra scuola ed ospedale; di recupero scolastico,  formativo e di orientamento per adulti in carcere; di recupero scolastico e di reinserimento nel percorso formativo per adolescenti con problemi di disagio sociale, mentale o collegato a dipendenze; di recupero scolastico e formativo, oltre che di orientamento, per adulti inseriti in comunità per tossicodipendenti. Spiega l'assessore Bastico: "Non lasciare indietro nessuno, cioè ridurre al minimo la dispersione scolastica e formativa, consentendo anche agli adulti percorsi di recupero, è un obiettivo difficile. Per questo abbiamo previsto strumenti di supporto alla scuola anche fuori dalle aule. La scuola di questa regione ha già fatto molto in questa direzione: la dispersione scolastica in Emilia-Romagna è intorno al 10%, 1/3 rispetto alla media nazionale. Tuttavia bisogna continuare lungo questa strada: non è ammissibile che ancora oggi ci siano ragazzi e ragazze senza istruzione, senza titoli spendibili sul mercato del lavoro, abbandonati a un futuro a rischio di sottoccupazione ed emarginazione".
 
L'alternanza scuola-lavoro: l'impresa formativa
Il progetto di legge riconosce, quale metodologia didattica, l'apprendimento in ambiente lavorativo, attraverso tirocini, stage e alternanza scuola-lavoro. Tuttavia, non tutti gli ambienti di lavoro possono diventare luoghi di apprendimento. Perciò la Regione, in accordo con le parti sociali, definisce i requisiti che le "imprese formative" devono possedere. Tali requisiti sono riferiti in particolare all'eccellenza dei risultati ottenuti nella gestione aziendale, alla propensione al miglioramento continuo e alla valorizzazione delle risorse umane, alla disponibilità di personale di supporto all'apprendimento, alla dotazione di tecnologie avanzate. "Conoscere il mondo del lavoro - commenta l'assessore - le sue relazioni, i temi della sicurezza, argomenti su cui il sistema scolastico è assai carente, è di straordinaria rilevanza per formare cittadini consapevoli".
 
Il libretto formativo personale
Il progetto di legge stabilisce che ogni persona ha diritto ad ottenere il riconoscimento e la certificazione delle competenze acquisite. Tale riconoscimento può essere utilizzato per conseguire un diploma, una qualifica o un inquadramento professionale. Per questo la Regione promuoverà accordi tra sistema formativo e parti sociali per la definizione di procedure comuni per il  riconoscimento, la certificazione e l'individuazione degli ambiti di utilizzazione delle diverse competenze.
Le certificazioni che una persona ottiene nell'arco della sua vita sono iscritte, a richiesta degli interessati, in un libretto formativo personale rilasciato all'atto della prima iscrizione a una attività di istruzione o di formazione professionale successiva alla terza media. Poiché il progetto di legge persegue l'obiettivo che l'istruzione e la formazione siano per tutti e per tutto l'arco della vita, questo nuovo documento personale potrà contenere anche gli attestati di frequenza relativi a percorsi di istruzione non scolastica, ovvero le competenze e i crediti comunque acquisiti e documentati.
 
Non smettere mai di imparare
Dalla scuola alle università della terza età, dagli atenei ai Comuni, dagli enti di formazione alle associazioni di volontariato: sono questi i soggetti che concorrono a dar vita al sistema dell'educazione per adulti, ovvero alle opportunità di istruzione e formazione per tutto l'arco della vita (tutte iscrivibili nel libretto formativo personale) e non solo nelle fasce di età tradizionalmente dedicate all'apprendimento. "Creare un sistema che consenta di non smettere mai di imparare - spiega l'assessore - significa consentire il recupero di coloro che, da giovani, si sono dispersi. Significa aggiornare le proprie competenze professionali o di istruzione, migliorando la propria occupabilità e la competitività delle imprese".
 
Gli strumenti per realizzare la legge/1: la valorizzazione delle risorse umane
Il progetto di legge si propone di sostenere le attività di qualificazione del personale della formazione professionale e dei docenti in servizio nell'istruzione. Sono istituiti assegni di studio annuali da destinare al personale della formazione professionale e al personale della scuola, che utilizzano un periodo di aspettativa detto "anno sabbatico".

Gli strumenti per realizzare la legge/2: la valorizzazione delle autonomie scolastiche
La valorizzazione delle autonomie scolastiche e dei soggetti della formazione è strumento ed obiettivo centrale del progetto di legge. Per questo la Regione si impegna a trasferire alle autonomie scolastiche ogni competenza che a sua volta lo Stato le avrà trasferito in materia curricolare e didattica. "Questa autonomia - spiega l'assessore Bastico - che è garanzia di libertà di insegnamento, consente di costruire percorsi formativi personalizzati e adeguati all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, a livello locale, nazionale ed europeo".
A sostegno delle autonomie vengono istituiti centri di servizi e di consulenza (Csc) che possono essere gestiti da enti locali, e reti o consorzi di scuole. I Csc possono avere natura plurisettoriale o specialistica e offrono i propri servizi alle scuole, alla Regione, agli enti locali e all'Amministrazione scolastica.
Autonomia dei soggetti non si configura, nel progetto di legge, come isolamento o peggio competizione. Al contrario si sostengono accordi, modalità concertative e gestioni attraverso reti di soggetti.
 
Gli strumenti per realizzare la legge/3: Concertazione e partecipazione sociale
Il governo del sistema formativo si basa sulla collaborazione istituzionale, sulla concertazione e sulla partecipazione sociale. Per quanto riguarda la collaborazione istituzionale sono previsti, a livello regionale e provinciale, organismi di confronto tra Regione, autonomie scolastiche, enti locali, università e enti di formazione professionale. La concertazione avviene in organismi paritetici con le organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative. La partecipazione sociale verrà realizzata con l'istituzione di consulte regionali - degli studenti e dei genitori -  e attraverso gruppi di lavoro per la valorizzazione delle competenze e delle esperienze dei docenti nella definizione degli indirizzi di programmazione regionale.

Legge Regionale 30 giugno 2003, n. 12 su Demetra

 

DALLA SCUOLA MI ASPETTO SOPRATTUTTO LE BASI PER CAPIRE, PER ESSERCI

I risultati di un sondaggio tra gli studenti emiliano-romagnoli presentati nel corso dell'audizione plenaria svoltasi a Bologna il 10 dicembre 2002
Autore: Assessorato Scuola, Formazione, Università, Lavoro e Pari Opportunità

Una tappa a metà percorso. È questo il senso dell’incontro in programma il 10 dicembre, che fa seguito a un lungo percorso di consultazione voluto dall’assessore regionale Mariangela Bastico sulle idee guida del progetto di legge regionale su istruzione, formazione e transizione al lavoro avviato alla fine di ottobre e condotto attraverso diversi strumenti: audizioni pubbliche provincia per provincia e raccolta di pareri via e-mail o posta. Oltre 1800 persone hanno partecipato agli incontri in cui sono stati raccolti 165 tra interventi e pareri.

All’incontro era presente il presidente della Regione Vasco Errani, l’assessore alla scuola e formazione professionale Mariangela Bastico, il direttore scolastico regionale Lucrezia Stellacci con la partecipazione di rappresentanti di enti locali, associazioni degli imprenditori, organizzazioni sindacali, dirigenti scolastici, docenti, studenti, enti di formazione, associazioni di genitori, associazionismo e volontariato.

Nel corso dell’incontro si è fatto il punto sui pareri e i contributi raccolti nel corso della consultazione e si è tracciato il percorso dei prossimi mesi, che serviranno a condurre verso una compiuta formulazione del pdl.

“Le idee guida che abbiamo sottoposto a consultazione – spiega l’assessore Bastico – escono sostanzialmente confermate. I contributi e le proposte sono stati utili e significativi, frutto di riflessioni e approfondimenti. In larghissima maggioranza hanno espresso condivisione sul metodo prescelto: cioè quello dell’ascolto vero, capillare, diffuso, con l’obiettivo di costruire una proposta convincente, condivisa e utile. Solo pochi interventi – prosegue l’assessore - sono stati totalmente critici rispetto all’impianto delle idee guida. Abbiamo registrato anche qualche preoccupazione sulla loro concreta realizzabilità, sia rispetto alle risorse necessarie che al riguardo della complessità di impianto. La maggior parte dei contributi si è focalizzato su proposte di integrazione del documento, sottolineature su alcuni temi non sufficientemente svolti, pur nella sostanziale condivisione degli obiettivi – in particolare quello del “non uno di meno” – e nell’impianto complessivo del documento”.

Non è mai stata organizzata una così vasta consultazione preliminare alla scrittura di un articolato, cioè sull’impostazione stessa della legge. “E’ stata l’importanza della materia – prosegue l’assessore - a motivare questo straordinario impegno. Il percorso di partecipazione, inoltre, non si è ancora concluso. Sono ancora molti i momenti di confronto col mondo della scuola, della formazione professionale, con le famiglie e gli studenti, che intendo realizzare. Con la consapevolezza che ogni legge, per funzionare, deve essere un patrimonio utile al fare di tutti e da tutti condiviso”. A gennaio, infatti, verrà elaborato un nuovo documento che conterrà molte integrazioni e recepirà varie proposte: sarà questa la base per la costruzione dell’articolato di legge, che verrà nuovamente sottoposto a consultazione.

Nel corso dell’incontro sono stati inoltre presentati due documenti: un sondaggio condotto da Swg e rivolto ai ragazzi dai 14 ai 19 anni, per dare voce a una categoria che più di altre è stato difficile contattare e consultare, e una pubblicazione di 240 pagine che raccoglie i contributi, i pareri e gli interventi raccolti nel corso della consultazione.

 Scarica il documento Diritto all'Istruzione, Diritto al Futuro, il libro contenente i pareri sulle Idee Guida sul PDL regionale

Proprietà dell'articolo
creatovenerdì 11 febbraio 2011
modificatomartedì 15 febbraio 2011