dimensione del testo
ti è stata utile questa pagina?
Una stagione all'inferno: rappresentazioni dell'inferno 1
Inferno Purgatorio e Paradiso sono concetti propri della dottrina cattolica che esprimono la sorte ultraterrena delle anime in relazione al peccato ed alla salvezza eterna; in letteratura una delle prime e più importanti rappresentazioni dell’Inferno è senz’altro quella dantesca: nella Divina Commedia i tre luoghi sacri narrati nelle tre cantiche sono altrettante mete di un viaggio dell’anima che è itinerario di ascesi per raggiungere la patria promessa. Per estensione metaforica, con Inferno si è poi passati a designare una situazione di sofferenza intensa, fisica e/o psichica, caratterizzata anche da umiliazioni e punizioni severe: questa rapida incursione in alcune opere in prosa dell’Otto-Novecento ha lo scopo di evidenziare alcune delle emergenze più significative in proposito, recuperando alcune pagine caratterizzate da elementi infernali, laddove l’immagine dell’inferno in senso cristiano muta a poco a poco di significato, fornendo un paradigma per la descrizione del reale.
Con il cap. 14 de I Promessi Sposi siamo ancora nel quadro di una descensio ad inferos che ha più di un punto in comune con la tradizione classica di Ulisse, Enea e dello stesso Dante: di fatto l’autore fa coincidere la ribellione con l’inferno nelle sue connotazioni di disordine, sfrenatezza, ottundimento delle facoltà umane per eccellenza: quelle razionali. Se i demoni ed il loro regno hanno perso, nei secoli, sia la loro valenza religiosa di custodi/esecutori della dannazione eterna che quella fantastico-fiabesca mediata dal romanticismo è perché hanno cambiato segno, spostandosi dai territori della mistica e del prodigio a quelli del quotidiano: l’Inferno non è più un luogo sotterraneo e nascosto: è qui in mezzo a noi. E l’episodio che ce lo conferma è quello dell’Osteria della Luna Piena, che già dal nome si qualifica in senso infernale tramite il parallelismo esistente sin dall’antichità classica tra divinità lunari femminili e mondo infernale sotterraneo; Renzo, dopo aver varcato una porta per entrare che Manzoni chiama con il peggiorativo usciaccio, s’inoltra in un locale avvolto dalle ombre (mezza luce) ed affollato da individui sinistri dalle probabili occupazioni truffaldine, che sarà teatro di un sistematico ed ostile fraintendimento di ciò che Renzo racconterà. A coronamento del tutto, l’oste viene descritto come titolare di tratti somatici palesemente diabolici: una barbetta folta, rossiccia, e due occhietti chiari e fissi.
| Per approfondire | L'inferno e zone limitrofe. Le collocazioni sono quelle dei testi che si trovano alla Biblioteca Comunale Passerini-Landi di Piacenza, dove possono essere presi in prestito anche tramite il servizio interbibliotecario di prestito: tel.0523-492409; info. 0523-492410; Sala a Scaffali Aperti 0523-492412; Sezione Didattica 0523-492404; http://www.biblioteche.piacenza.it - Inferni, mari, isole: storie di viaggi nella letteratura/ Roberto Mussapi Mondadori 2002 - Collocazione: 809.932162 MUS - L’Inferno: profondo Sud, male oscuro/ Giorgio Bocca Mondadori 1993 – Collocazione: MAGAZZ. 16P.01.74 - Inferno e cielo: tipologie e funzione del meraviglioso nella Liberata/ Guido Baldassarri Bulzoni 1977 - Collocazione: MAGAZZ. 17B.06.76 |
|---|
| autore | Maria Elena Roffi |
|---|---|
| creato | giovedì 17 novembre 2005 |
| modificato | giovedì 17 novembre 2005 |

