Cinque anni per la scuola a Parma

Bilancio e prospettive delle politiche scolastiche provinciali. L’impegno della Provincia di Parma per garantire a tutti e in tutti i territori un’istruzione di qualità.

Garantire un’istruzione di qualità in tutto il territorio, per dare a tutti pari opportunità. È stato questo l’obiettivo che ha indirizzato durante questi cinque anni l’azione della Provincia nel settore della scuola. Un impegno perseguito attraverso un investimento straordinario, necessario per dare risposte a un presente ricco di sfide e opportunità. Un impegno riconosciuto anche, da più parti, a livello nazionale. Il sistema scolastico provinciale in questi anni è infatti risultato secondo in Italia per livello qualitativo nella classifica della rivista Tuttoscuola, basata su ben 152 indicatori, e primo per la sicurezza degli edifici nella graduatoria stilata da Legambiente per il 2009.

La Provincia di Parma ha presentato il rapporto di mandato facendo il punto dei cambiamenti nella popolazione scolastica, degli interventi realizzati nel campo dell’edilizia scolastica ma non solo, per la scuola dell’infanzia fino agli istituti superiori.

In questi cinque anni – racconta l’Osservatorio provinciale – è progressivamente aumentato il numero degli under 18. Una crescita particolarmente forte tra i più piccoli (la fascia 0-2 anni ha conosciuto, ad esempio, un incremento del 16,2%), destinata a proseguire nei prossimi anni, mettendo in tensione un sistema scolastico e formativo che continua ad assicurare risultati d’eccezione.
Tra tutti i giovani under 17, infatti, in provincia di Parma ben il 97% partecipa oggi a percorsi di formazione iniziale, compresa la formazione professionale e l’apprendistato.
Il balzo che si è registrato in questi anni è stato determinato dall’incremento dei non italiani, il cui numero in questi anni è raddoppiato in quasi tutte le scuole di ogni ordine e grado. E l’integrazione inizia a dare i suoi frutti. Basti pensare che nelle scuole superiori l’incidenza degli stranieri tra i ripetenti durante il quinquennio è crollata dal 14,3% al 3,5%.
La crescita degli studenti del biennio durante la legislatura, è stata assorbita quasi esclusivamente dai licei, cresciuti di 429 unità. Questo fenomeno ha portato però ad un aumento del pendolarismo e a un incremento dei ritardi. In forte crescita poi, dopo la riforma Moratti, chi sceglie di anticipare l’inizio delle elementari, pari ormai al 5%. Aumentano anche i ritardi, che oscillano da un minimo del 5,9% ad un massimo del 15-16%, in base al tipo di scuola, al sesso e all’età. In alcuni distretti in terza media è in ritardo un ragazzo su sei e in seconda elementare sono in anticipo almeno due bambine per classe.

GLI INTERVENTI

1. Aumentare l’offerta
Per rafforzare ed aumentare quantitativamente l’offerta scolastica sono stati investiti complessivamente 32 milioni di euro, di cui 5 provenienti da Fondazione Cariparma, che ha riconosciuto il valore fondamentale di questa scelta per lo sviluppo del territorio.
L’intervento principale, al quale sono stati dedicati quasi 9 milioni, ha permesso di ricavare nel polo via Toscana il quarto liceo scientifico di Parma – la diciottesima scuola superiore della provincia – che a regime ospiterà 750 ragazzi, oltre a palestre e spazi verdi e laboratori per l’Itis Da Vinci. Un secondo investimento di rilievo è stato dedicato al complesso di piazzale Barbieri, dove dalla ristrutturazione della sede delle tramvie è stata ricavata la succursale del Toschi e saranno aperte 11 nuove aule, un’aula magna e una palestra.  Due interventi per complessivi 3,5 milioni hanno permesso di ampliare e qualificare il Romagnosi, mentre in viale Maria Luigia sono state ricavate 8 nuove aule per il liceo Ulivi e l’istituto tecnico Melloni.

2. Distribuire l’offerta
Il secondo passo fondamentale compiuto dalla Provincia è stato quello di lavorare insieme a Comuni, autonomie scolastiche, forze economiche, Università per diffondere e rafforzare questa offerta sul territorio, per limitare il pendolarismo e dare a tutti, dappertutto, uguali opportunità.
Per questo è stata sostenuta la costituzione dell’istituto comprensivo della Val Ceno, che unisce tutte le scuole dei comuni della valle. In questo modo è stato possibile mantenere aperte tutte le scuole presenti a Bardi, Bore, Pellegrino, Varano Melegari e Varsi e avere insegnanti più stabili, quindi una migliore qualità dell’insegnamento.
La Provincia ha poi supportato la qualificazione dell’istituto Gadda, con sedi a Fornovo e Langhirano. Attraverso accordi con industriali e Università si sta lavorando per qualificare l’offerta formativa, anche avvicinandola alle necessità delle realtà produttive, migliorando così l’inserimento lavorativo dei ragazzi che lo frequentano.
Riorganizzazione e integrazione sono le parole d’ordine anche per il polo di formazione agroindustriale, ovvero l’Itis Galilei di San Secondo, l’Ipaa Solari di Fidenza e l’Itas Bocchialini di Parma, per quest’ultimo è in corso la progettazione della nuova sede.
 
3. Garantire sicurezza e qualità
Un ulteriore investimento strutturale è stato messo in campo in questi anni dalla Provincia per garantire a tutti gli istituti – i nuovi, quelli ristrutturati, quelli interessati da interventi di integrazione e rafforzamento, ma anche tutti gli altri – livelli adeguati di qualità e sicurezza. Grazie ad una gestione virtuosa delle risorse la Provincia è riuscita a diminuire la spesa per la gestione da 3,1 a 2,8 milioni all’anno e per la manutenzione ordinaria da 409mila a 402mila euro l’anno, aumentando viceversa la spesa per le manutenzioni straordinarie da 4 a 4,6 milioni. Nel quinquennio ammontano poi a quasi 5 milioni gli investimenti mirati realizzati dalla Provincia per migliorare la sicurezza nelle scuole. Verifiche antisismiche, in particolare allo Zappa di Borgotaro, e adeguamenti antincendio con il rilascio dei certificati per la prevenzione.
 
SCUOLA - GLI ALTRI INTERVENTI DELLA PROVINCIA
La competenza principali della Provincia, in ambito scolastico, riguarda gli istituti superiori. Ma sono numerosi altri gli ambiti nei quali l’Ente interviene, direttamente o distribuendo sul territorio risorse regionali. Eccone alcuni.

Scuole prima infanzia
In cinque anni la fascia 0-2 anni è cresciuta del 16,26%, passando da 10.050 a 11.665 bambini (di cui 2.137 di cittadinanza non italiana), mentre gli iscritti ai nidi sono cresciuti del 40,6%, con i posti passati da 2.064 a 2.902, grazie ai finanziamenti regionali distribuiti dalla Provincia ai Comuni, con l’obiettivo di ridurre progressivamente le differenze tra i territori.
Il tasso di copertura è salito così al 24,7%, in linea con l’Emilia-Romagna, che ha il più alto d’Italia. Un risultato fondamentale perché è ormai dimostrata la correlazione tra disponibilità di servizi per l’infanzia, conciliazione tempi di vita e di lavoro, emancipazione femminile e sviluppo economico.
La Provincia ha investito in questo campo nel corso della legislatura 5 ml di euro. Con queste risorse è stato possibile creare 700 posti in più portando questi servizi anche nelle zone periferiche del territorio come quelle montane o la bassa.

Borse di studio
Quasi 5 milioni di euro. A tanto ammontano le risorse distribuite dalla Provincia in borse di studio per gli studenti delle superiori. Dal 2003/04 ne hanno beneficiato 6.391 ragazzi.

Contributo per i ibri
Erano 1.843 durante l’anno scolastico 2003/04. L’anno scorso sono diventati 2.563: è in crescita costante il numero dei ragazzi che, dalle elementari alle superiori, ricevono ogni anno dalla Provincia un assegno per i libri di testo.

Educazione degli adulti
Nel corso di questi cinque anni sono più che duplicati i corsi per gli adulti che vogliono ottenere la licenza media (da 8 a 18 ogni anno) ed è triplicato il numero di coloro che portano a termine con successo il percorso (da 61 a 173 ogni anno). In forte aumento anche il numero degli iscritti ai corsi di italiano per stranieri, passati dai 1.286 del 2003-04 ai 1.874 del 2007-08.

Allegati

Proprietà dell'articolo
fontenotizie.parma
creatovenerdì 3 aprile 2009
modificatovenerdì 3 aprile 2009