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Gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano

Rapporto del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca per l'anno scolastico 2007/2008

Introduzione al rapporto "Gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano. A.s. 2007/2008"

Nell’anno scolastico 2007/08 gli alunni con cittadinanza non italiana presenti nel sistema scolastico nazionale rappresentano il 6,4% del totale degli alunni corrispondenti a 574.133 unità. 

Il fenomeno delle immigrazioni, in crescita nel nostro Paese con particolare intensità nel periodo 2002-2004 anche per effetto dei provvedimenti di regolarizzazione (L. n. 189/2002 e L. n. 222/2002), si riflette nella scuola italiana che in dieci anni ha visto aumentare di oltre 500.000 unità gli iscritti di origine straniera.
Alla popolazione straniera residente va anche aggiunta quella irregolare, la cui componente in età scolare ha pieno diritto e dovere di partecipare al sistema scolastico italiano come previsto dal D.P.R. 349/99 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico sull’immigrazione e sulla condizione dello straniero – D. Lgs. 286/98), che all’art. 45 dà disposizioni per l’iscrizione scolastica di minori stranieri, e dalle norme migratorie successive. In campo scolastico, le leggi emanate, sin dal decreto sull’autonomia scolastica, hanno messo in luce le potenzialità offerte dalle norme stesse per la messa in atto di percorsi che conducano ad una reale integrazione degli alunni di cittadinanza non italiana.

Quest’attenzione è stata ripresa nelle “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, (C.M. n. 24/2006), che, oltre a sottolineare come prioritaria l’accoglienza dei minori, fornisce orientamenti e suggerimenti di carattere organizzativo e didattico per favorirne l’integrazione e il successo scolastico e formativo.
Una conferma della realizzata vocazione all’accoglienza della scuola italiana è esplicitata dal grafico 4, relativo al tasso di scolarità degli alunni stranieri, costruito rapportando gli alunni con cittadinanza non italiana alla popolazione straniera residente di età corrispondente.  La maggiore numerosità degli studenti stranieri rispetto ai residenti rilevati dall’Istat, messa in rilievo dal grafico, è dovuta alla probabile presenza di alunni appartenenti a nuclei familiari non regolarizzati. Tale rapporto è superiore a 100 nella fascia di età 7/14 anni e raggiunge il valore più alto nei 13enni (109,5%).

Le scuole primarie e secondarie di I grado accolgono il maggior numero di allievi di origine straniera, che rappresentano rispettivamente, in percentuale, il 7,7% e 7,3% dell’intera popolazione scolastica. Nonostante la scuola dell’infanzia non rientri nell’obbligo scolastico, la presenza degli studenti non italiani rappresenta una quota significativa del 6,7%. Più contenuta l’incidenza nella scuola secondaria di II grado, pari al 4,3% ( Tav.1 e Graf.1). 

In questo ultimo anno scolastico, il quadro informativo sugli alunni stranieri si è arricchito, per la prima volta, delle rilevazioni  del numero di studenti nati in Italia, noti anche come “seconda generazione”, e del numero di iscritti entrati per la prima volta nel sistema scolastico italiano. 
I bambini e ragazzi stranieri nati nel nostro Paese che risultano iscritti a scuola costituiscono il 35% degli alunni stranieri, corrispondenti al 2,2% di tutti gli studenti in totale. Naturalmente la loro maggiore concentrazione si rileva tra i bambini della scuola dell’infanzia  e primaria dove rispettivamente il 71,2%  e 41,1% degli stranieri iscritti è nato in Italia. La percentuale dei nati di seconda generazione che frequenta una scuola secondaria  scende al 17,8% per quella di I grado e al 6,8% per le scuole del II grado (Tav 2). 

La loro distribuzione all’interno dei diversi livelli scolastici mostra che l’85% di essi converge, per il momento, nei livelli iniziali dell’istruzione: scuola dell’infanzia e scuola primaria (Graf.2). 

Gli alunni stranieri entrati per la prima volta nel 2007/2008 nel sistema scolastico italiano, invece, sono 46.154 corrispondenti all’8% di tutti gli alunni con cittadinanza non italiana; 23.650 di essi, più della metà, sono inseriti nella scuola primaria (Tav.3 e Graf.3). Tuttavia, se si osservano le percentuali su 100 alunni ugualmente con cittadinanza non italiana, queste mostrano una distribuzione pressoché omogenea nei diversi livelli scolastici. Per la scuola dell’infanzia il fenomeno dei nuovi ingressi nel sistema scolastico non è nettamente individuabile in quanto è il primo livello di scolarizzazione.
 
La cittadinanza più rappresentata in Italia è quella rumena con  92.734 alunni pari al 16,15 % del totale degli alunni stranieri. A seguito dell’ingresso della Romania  nei paesi dell’Unione Europea il numero degli alunni rumeni ha subito un forte incremento superando la numerosità  degli alunni provenienti dall’Albania (85.195 pari al 14,84 %), che negli anni precedenti era la nazione più rappresentata. Insieme al  Marocco (76.217 presenze, 13,28%), la Romania e l’Albania coprono il 44,27% delle presenze straniere nella scuola (Tav.4). 
L’analisi degli iscritti stranieri alla scuola secondaria di II grado per tipo di scuola fa emergere il diverso peso della loro presenza nelle varie tipologie. Negli istituti professionali. essi infatti  rappresentano l’8,7% del totale degli studenti, mentre negli istituti tecnici raggiungono il 4,8. Modesta la presenza nei licei classici e scientifici, con un’ incidenza sul totale degli iscritti, rispettivamente, dell’1,4 e dell’1,9% (Tav.5).
Dall’analisi degli iscritti in base all’età, inoltre, si può osservare  che gli studenti stranieri  iscritti ai licei sono più numerosi nella fascia di età considerata "regolare", 14-18 anni, mentre per gli  istituti tecnici e professionali la  presenza di studenti in ritardo è consistente  (Tav. 6). 
La mancanza di regolarità scolastica tra gli studenti con cittadinanza non italiana rappresenta un dato particolarmente allarmante dovuto sia a difficoltà  legate alla conoscenza della lingua italiana, sia a problemi di integrazione sociale. In media, il 42,5% di alunni stranieri non è in regola con gli studi e il crescere dell’età aumenta il loro disagio scolastico. Al contrario, il fenomeno dell’anticipo  è poco rappresentato (solo il 2,5% in totale)  ed è relativo soprattutto  agli alunni della scuola primaria (Tav.8).

Il grafico 5 mostra le differenze nei ritardi scolastici tra gli studenti stranieri e quelli italiani per livello scolastico, confermando le maggiori difficoltà dei primi rispetto ai secondi con l’aumento della scolarità. Lo studio sul fenomeno delle ripetenze (Graff.6 e 7) comprova il quadro già riscontrato in base all’età: per tutti gli ordini di scuola e per tutti gli anni di corso la percentuale di ripetenti stranieri è superiore a quella degli italiani.

L’osservazione a livello territoriale evidenzia che l’incidenza degli alunni con cittadinanza non italiana è particolarmente significativa in Emilia Romagna, Umbria, Lombardia e Veneto dove essi rappresentano più del 10% della popolazione scolastica regionale. La presenza di studenti stranieri nel Centro-Nord è quindi superiore alla media italiana fino a raggiungere i 12 studenti stranieri ogni 100 in Emilia Romagna, mentre nel Mezzogiorno l’incidenza percentuale varia tra l’1,3 e il 2,3% ad eccezione dell’Abruzzo con il 5% (Tav.9).

Gli alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia si distribuiscono, invece, in modo più uniforme sul territorio, ad eccezione del Molise dove la loro presenza è minima e pari al 13,3%. Come sottolineato in precedenza, essi si concentrano nella scuola dell’infanzia e primaria, con un totale del 34,7% (Tav.10).
E’ interessante l’esame della  tavola 11, che segnala come la maggiore concentrazione di alunni con cittadinanza non italiana entrati per la prima volta nel sistema scolastico nazionale si ha soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, dove le percentuali superano sempre il valore nazionale (10%). Nel Centro-Nord, invece, le incidenze percentuali sono tutte inferiori ad esso, con l’eccezione del Lazio (12,9%), la Valle d’Aosta (11,7%) e il Friuli (10,7%).
Di grande attualità risultano i dati sulla presenza di alunni nomadi nella scuola. Essi raggiungono le 12.342 unità, con un + 4,3% rispetto all’anno scolastico precedente. E’ il risultato di una collaborazione tra le scuole e diversi attori sociali favorito anche dal Protocollo d’Intesa tra Ministero e Opera Nomadi siglato nel giugno del 2005.  Più della metà degli alunni nomadi frequenta la scuola primaria, mentre solo l’1,5% frequenta una scuola secondaria di II grado (Tav.12).  A livello territoriale osserviamo che la regione con il maggior numero di studenti nomadi è il Lazio con 2.331 presenze, mentre in Valle d’Aosta non si riscontra alcuna presenza nomade (Graf.8). 

Allegati

Proprietà dell'articolo
fonteMinistero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca
creatolunedì 21 luglio 2008
modificatomercoledì 10 settembre 2008